Allunga il defender nella giornata più pazza: 5-3

36 America's Cup, errori, emozioni, su e giù dai foil, succede di tutto

Responsabilità editoriale Saily.it

DUE VIDEO HIGHLIGHTS - Si rompe l’equilibrio, fine dei pareggi, allunga il defender, Team New Zealand vince entrambe le regate del quinto giorno, va sul 5-3 e si porta a due soli punti dalla Coppa. Luna Rossa rimontata e sconfitta due volte, in un mix di errori e sfortuna. E’ stata una giornata quasi irreale, nella quale è successo di tutto. Tutti i sorpassi e i colpi di scena che erano mancati nei pareggi dei giorni precedenti, sono arrivati insieme, confezionando due ore di regate-thrilling vietate ai cuori deboli

 

di Fabio Colivicchi

Che botta! Due regate perse da Luna Rossa, dopo averle pregustate, gestite bene, comandate in testa, finendo sorpassati e battuti. Un colpo duro da assorbire, adesso ci vorrà tutta l'energia più profonda del team per rialzare la testa. E si può ancora fare. Ci si deve credere.

Nella prima regata ci sono 11-12 nodi, Luna Rossa parte bene e prende subito un leggero vantaggio, che poi è capace di aumentare e conservare per due lati, fino al gate della prima poppa. Qui i kiwi fanno una virata immediata dopo la boa, alla quale Luna Rossa non risponde, preferendo il lato sinistro. Invece arriva l’unica raffichetta da destra di tutta la giornata (a bordo ancora non lo sanno, ma sarà lunghissima) e all’incrocio successivo i kiwi passano in testa. Come spesso si è visto, una volta davanti Te Rehutai è capace di allungare decisamente. Il vento si mantiene sui 12 nodi, e sembra decisiva per questa regata la scelta del fiocco: Luna Rossa ha optato per un fiocco più grande, quello dei neozelandesi è più piccolo e offre meno resistenza, dati alla mano vanno meglio loro, vittoria con mezzo miglio di distacco. Per una volta, la barca davanti non ha vinto. Nel primo commento a caldo in diretta, Checco Bruni dice: “non ci arrendiamo, c’è la prossima regata da vincere”.

Checco ancora non sa che quella che lui chiama semplicemente “la prossima regata”, sarà il match più incredibile e folle dell’intera stagione di questa Coppa America volante. Il vento cala: ci sono 10 nodi sulla linea di partenza, che scendono a 7-8 al gate di bolina. Luna Rossa decide di tenere il fiocco più grande. Anche i kiwi a sorpresa tengono il fiocco più piccolo della prima prova. Partenza alla pari, poi Pietro Sibello è bravo ad annusare i salti di vento giusti, per la prima bolina è una gran bella Luna, rossa e fiera, soprattutto davanti. Il vento nella parte alta del campo di regata è irregolare e sta scemando, ci vuole naso e sangue freddo. Inizia la prima poppa, Luna davanti Oceano dietro, ma in rimonta, i kiwi si avvicinano, sempre più, eccoli, ormai hanno ripreso gli italiani (a Checco sfugge un “porco cane…”), c’è una strambata da fare… cosa sarà mai una strambata per questi artisti della vela? Ed ecco il primo dramma del giorno: Team New Zealand scende dai foil, mentre Luna Rossa continua a volare. In pochi minuti la barca italiana – secondo la strumentazione elettronica che ormai è diventata il principale riferimento per seguire queste regate veliche (un dato sul quale andrà aperta una riflessione) – prende oltre due chilometri di vantaggio sui neozelandesi. Erano attaccati e adesso sono su un’isola lontana. Per lunghi istanti prende corpo un nuovo pareggio, tanto è il vantaggio di Luna Rossa, e tanta la difficoltà del dream team neozelandese di far decollare la loro barca fantascientifica sulle acque di casa. Scene abbastanza orribili: medaglie d’oro su una barca improbabile, seduta nell’elemento liquido, a cercare manovre apparentemente insensate e quasi implorandola di rialzarsi sui foil. Arrivano a orzare fino a mettersi di bolina, pur di avere un po’ di vento apparente in più. Va in scena l’altra faccia del tanto osannato foiling: i foil arms sono inutili braccia impotenti che frullano nel mare. La barca che vola fa 30 nodi, quella seduta (dislocante, si dice, come se fosse una offesa, il modo di navigare delle vele da duecento anni) non arriva a 10, e spesso è a 3-4-5. Un tormento. Peccato che sia solo l’inizio…

Quando finalmente Te Rehutai torna a volare, Luna Rossa è a metà bolina, i due incrociano persino vicini, chissà come si guardano e cosa si dicono. Sulla Luna si comincia a capire che il tratto delicato sarà il passaggio del gate al vento, dove l’aria è sempre meno collaborativa. Sembrano tranquilli a bordo, troppo tranquilli, e arriva il secondo dramma. In una virata stavolta è Luna Rossa a scendere dai foil. Si siede. Al cancello di bolina mancano solo un centinaio di metri… interminabili. Sotto gli occhi increduli e i cuori impazziti dai saliscendi di emozioni, si compiono gli altri istanti, a ritroso rispetto al dramma precedente stavolta Team New Zealand vola a 30 nodi e Luna Rossa ferma a 4, cerca vento persino oltre i boundaries andando a prendersi penalità, si completa il più malefico dei sorpassi, l’Oceano scivola via mentre la Luna sembra galleggiare ancorata. Il Comitato di Regata accorcia il percorso di un lato, concede l’arrivo al quinto giro, di bolina. Lo taglierà primo il defender. E si capirà anche dai loro gesti, che tipo di giornata è stata: si abbracciano e festeggiano, arriva Grant Dalton a dare anche il suo cinque. Come le regate vinte ad oggi da Emirates Team New Zealand. Luna Rossa resta a tre. Tre volte ha battuto i campioni in carica. Perché non potrebbe ripetersi?

LE DUE REGATE IN 2 MINUTI CIASCUNA

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