Tre Golfi, barca affonda per collisione con nave

L'indicente nella notte a sud di Ventotene

Responsabilità editoriale Saily.it

SALVI I SETTE VELISTI DE LE PELICAN (SALONA 37) GRAZIE ALLA ZATTERA AUTOGONFIABILE - Dalla rotta di collisione all'urto in pochi momenti, la barca si è inabissata in pochissimi minuti. Poi i velisti sulla zattera sono stati recuperati a bordo dagli stessi marinai della nave, la Valais lunga 81 metri, wine tanker in servizio tra Ponza e Napoli. Tutto sotto il coordinamento della Guardia Costiera. Gli accertamenti della Capitaneria di Porto - LA RICOSTRUZIONE, I NOMI DEI VELISTI - IL CASO DELLA ZATTERA

 

GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI SULLA DINAMICA DELLA COLLISIONE - Per quanto temuto, l'evento di una collisione in mare non è fortunatamente frequentissimo, e quando capita è importante capire come si è arrivati al contatto. Dai racconti raccolti emergono altri elementi, oltre alla conferma dello stato del mare formato e del vento da sud che comporta una andatura di bolina per la barca a vela. Quest'ultima, a quanto pare, avrebbe calcolato di riuscire a passare a prua del Valais, e in effetti per alcuni attimi sembrava esserci riuscita. Poi però è accaduto qualcos'altro, il vento, forse anche disturbato dalle fiancate della nave, ha girato o è caduto influendo sull'andatura e la velocità della barca, col risultato che la prua della nave ha colpito Le Pelican sulla poppa. Dunque sarebbe stata la nave a colpire la barca a vela. Tutto il resto, nella ricostruzione degli attimi seguiti alla collisione e riportati qua sotto, sembra confermato.

Una barca affondata è sempre una brutta notizia, anche se per fortuna c'è il lieto fine, nessun ferito, equipaggio in salvo. Barca persa in fondo al mare ed esperienza che resterà sicuramente nella memoria di chi l'ha vissuta. E' accaduto nel cuore della notte tra sabato e domenica, durante la regata dei Tre Golfi (110 barche in gara), al Salona 37 Le Pelican dell'dell’armatore Filippo Gazzerro (CN Marina Genova Aeroporto). La collisione ha coinvolto la nave da carico Valais, una "wine takner" in servizio regolare tra Ponza e Napoli, lunga circa 81 metri. Le Pelican è affondata in pochissimo tempo, essenziale per il salvataggio dell'equipaggio è stata la zattera autogonfiabile. Questo il comunicato dell'organizzazione.

IL COMUNICATO DELLA REGATA - Intorno alle 02:50 di questa notte, è accaduto un incidente che ha coinvolto l’imbarcazione ITA 16373 Le Pelican che, a seguito di una collisione con una bettolina è affondata in pochi minuti. Dopo avere messo in acqua la zattera di salvataggio e imbarcato tutti i 7 membri dell’equipaggio, sono stati subito imbarcati a bordo della nave stessa, sotto il controllo della Capitaneria di Porto - Guardia Costiera. Tutto l’equipaggio è stato poi trasferito a Napoli a bordo della nave. Nessun ferito e tutto l’equipaggio di Le Pelican sta bene.

LA DINAMICA DELL'INCIDENTE - Dalle prime ricostruzioni, la barca a vela aveva individuato la nave, entrambe avevano le luci di via correttamente funzionanti, e stava tenendo d'occhio la rotta per evitare la collisione. C'era onda formata e la barca navigava di bolina, nonostante i tentativi di prevenire l'abbordo, in pochi istanti Le Pelican si è trovato vicinissimo alla Valais e non ha potuto evitare l'urto. Seguendo la rotta della nave su Marine Traffic, l'orario della collisione sembra intorno all'una di notte. Il danno è apparso subito importante, al punto che i testimoni riferiscono che la barca è affondata in pochissimi minuti. L'equipaggio de Le Pelican ha fatto appena in tempo ad aprire la zattera di salvataggio e saltarci dentro, senza poter recuperare nulla dallo yacht che si è inabissato nell'oscurità.

Dalla zattera di salvataggio i sette sono stati immediatamente soccorsi dagli stesi marinai della Valais e tratti a bordo, quindi la nave ha proseguito per Napoli. Il tutto si è svolto sotto il coordinamento della Capitaneria di Porto, che sta anche procedendo ai vari accertamenti. I sette velisti sono poi stati ospitati e accuditi dal Circolo del Remo e della Vela Italia, organizzatore della Tre Golfi.

I NOMI DEI VELISTI A BORDO - A bordo del Salona 37 del 2004, lunga 11,29 metri, erano in 7. Con l'armatore Filippo Gazzerro, c'erano Vincenzo Fusco, Felice Lo Faso, Christian Moroso, Isabelle Smulders, Stefano Gnech e Simone Perino Fontana. Per il successivo Europeo ORC, al quale erano iscritti, avrebbero aggiunto altre 4 persone all'equipaggio.

LA BARCA - Il Salona 37 Le Pelican, dell’armatore Filippo Gazzerro (CN Marina Genova Aeroporto), aveva partecipato un paio di mesi fa a varie regate tra cui la Settimana Internazionale della Vela d’Altura di Alassio con un discreto risultato. Lo yacht in passato aveva navigato in alto Adriatico anche in regate offshore, per il precedente armatore Giorgio Migliorino (YC Vicenza).

IL CASO DELLA ZATTERA IMPOSTO DAL BANDO DI REGATA - C'è un retroscena interessante che riguarda la zattera, decisiva per il salvataggio dei velisti. Come spiegato dai responsabili tecnici che sono a Capri e seguono la regata, mentre per la tipologia de Le Pelican, Classe 3, secondo World Sailing Regulation la zattera a bordo non sarebbe obbligatoria, il Bando di Regata della Tre Golfi e dell'Europeo ORC l'ha invece imposta. Un vincolo per motivi di prudenza che a quanto pare aveva fatto mugugnare alcuni dei partecipanti alla regata: col senno di poi, l'accaduto dimostra l'importanza della scelta di obbligare ad avere il dispositivo a bordo.

Offshore, vela d'altomare, tante barche in regata e uno dei classici pericoli della navigazione d'altura: le rotte di collisione con altre imbarcazioni, e in particolare con le grandi navi da lavoro o i traghetti. Lo sa bene chi naviga e ci sono tante tecniche per individuare e prevenire situazioni a rischio, anche quando si è in regata. Le collisioni nel traffico marittimo sempre più intenso sono un tema caldo, le misure di sicurezza come visto sono essenziali e da parte di tutti, organizzatori e partecipanti, serve preparazione e soprattutto la giusta prudenza di chi va per mare.

Seguiranno aggiornamenti.

SPECIALE SAILY TV - DA CAPRI NEI PROSSIMI GIORNI PER L'EUROPEO ORC DELLA ROLEX CAPRI SAILING WEEK

 

 

 

 

 

Tre Golfi, 
 
 
 
Una barca affondata è sempre una brutta notizia, anche se per fortuna c'è il lieto fine, nessun ferito, equipaggio in salvo. Barca persa in fondo al mare ed esperienza che resterà sicuramente nella memoria di chi l'ha vissuta. E' accaduto nel cuore della notte tra sabato e domenica, durante la regata dei Tre Golfi (110 barche in gara), al Salona 37 Le Pelican dell'dell’armatore Filippo Gazzerro (CN Marina Genova Aeroporto). La collisione ha coinvolto la nave da carico Valais, una "wine takner" in servizio regolare tra Ponza e Napoli, lunga circa 81 metri. Le Pelican è affondata in pochissimo tempo, essenziale per il salvataggio dell'equipaggio è stata la zattera autogonfiabile. Questo il comunicato dell'organizzazione.
 
IL COMUNICATO DELLA REGATA - Intorno alle 02:50 di questa notte, è accaduto un incidente che ha coinvolto l’imbarcazione ITA 16373 Le Pelican che, a seguito di una collisione con una bettolina è affondata in pochi minuti. Dopo avere messo in acqua la zattera di salvataggio e imbarcato tutti i 7 membri dell’equipaggio, sono stati subito imbarcati a bordo della nave stessa, sotto il controllo della Capitaneria di Porto - Guardia Costiera. Tutto l’equipaggio è stato poi trasferito a Napoli a bordo della nave. Nessun ferito e tutto l’equipaggio di Le Pelican sta bene.
 
LA DINAMICA DELL'INCIDENTE - Dalle prime ricostruzioni, la barca a vela aveva individuato la nave, entrambe avevano le luci di via correttamente funzionanti, e stava tenendo d'occhio la rotta per evitare la collisione. C'era onda formata e la barca navigava di bolina, nonostante i tentativi di prevenire l'abbordo, in pochi istanti Le Pelican si è trovato vicinissimo alla Valais e non ha potuto evitare l'urto. Seguendo la rotta della nave su Marine Traffic, l'orario della collisione sembra intorno all'una di notte. Il danno è apparso subito importante, al punto che i testimoni riferiscono che la barca è affondata in pochissimi minuti. L'equipaggio de Le Pelican ha fatto appena in tempo ad aprire la zattera di salvataggio e saltarci dentro, senza poter recuperare nulla dallo yacht che si è inabissato nell'oscurità.
 
Dalla zattera di salvataggio i sette sono stati immediatamente soccorsi dagli stesi marinai della Valais e tratti a bordo, quindi la nave ha proseguito per Napoli. Il tutto si è svolto sotto il coordinamento della Capitaneria di Porto, che sta anche procedendo ai vari accertamenti. I sette velisti sono poi stati ospitati e accuditi dal Circolo del Remo e della Vela Italia, organizzatore della Tre Golfi. 
 
I NOMI DEI VELISTI A BORDO - A bordo del Salona 37 del 2004, lunga 11,29 metri, erano in 7. Con l'armatore Filippo Gazzerro, c'erano Vincenzo Fusco, Felice Lo Faso, Christian Moroso, Isabelle Smulders, Stefano Gnech e Simone Perino Fontana. Per il successivo Europeo ORC, al quale erano iscritti, avrebbero aggiunto altre 4 persone all'equipaggio. 
 
LA BARCA - Il Salona 37 Le Pelican, dell’armatore Filippo Gazzerro (CN Marina Genova Aeroporto), aveva partecipato un paio di mesi fa a varie regate tra cui la Settimana Internazionale della Vela d’Altura di Alassio con un discreto risultato. Lo yacht in passato aveva navigato in alto Adriatico anche in regate offshore, per il precedente armatore Giorgio Migliorino (YC Vicenza).
 
IL CASO DELLA ZATTERA CHE L'ORC HA IMPOSTO - C'è un retroscena interessante che riguarda la zattera, decisiva per il salvataggio dei velisti. Come spiegato dai responsabili tecnici che sono a Capri e seguono la regata, mentre per la tipologia de Le Pelican, Classe 3, secondo World Sailing Regulation la zattera a bordo non sarebbe obbligatoria, il Bando di Regata della Tre Golfi e dell'Europeo ORC l'ha invece imposta. Un vincolo per motivi di prudenza che a quanto pare aveva fatto mugugnare alcuni dei partecipanti alla regata: col senno di poi, l'accaduto dimostra l'importanza della scelta di obbligare ad avere il dispositivo a bordo.
 
Offshore, vela d'altomare, tante barche in regata e uno dei classici pericoli della navigazione d'altura: le rotte di collisione con altre imbarcazioni, e in particolare con le grandi navi da lavoro o i traghetti. Lo sa bene chi naviga e ci sono tante tecniche per individuare e prevenire situazioni a rischio, anche quando si è in regata. Le collisioni nel traffico marittimo sempre più intenso sono un tema caldo, le misure di sicurezza come visto sono essenziali e da parte di tutti, organizzatori e partecipanti, serve preparazione e soprattutto la giusta prudenza di chi va per mare.
 
Seguiranno aggiornamenti.
 
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