Valle d'Aosta

Gérard, ok al green pass se è prezzo da pagare per non chiudere

'Ma serviva più preavviso, alcuni rinunceranno a vacanze'

 "E' chiaro che se questo è il prezzo da pagare per non essere di nuovo chiusi è un prezzo che paghiamo volentieri, perché è fuori ombra di dubbio che non possiamo permetterci altre chiusure a livello del nostro settore". Così Filippo Gérard, presidente della Adava, interviene sugli obblighi legati al green pass, che entreranno in vigore dal 6 agosto prossimo.
    "E' anche vero - aggiunge il presidente degli albergatori valdostani - che se la questione dell'obbligo del green pass fosse arrivata con un po' più di preavviso sarebbe stato meglio, perché ci avrebbe permesso di metterci in regola". Infatti "ci sono clienti che ci chiamano, in molti casi sono a favore del vaccino, ma non sono ancora riusciti a farselo somministrare.
    Questo crea un enorme problema in una stagione che non è già brillante, perché è chiaro che alcuni rinunceranno alla vacanza perché non hanno voglia di complicazioni o non riescono materialmente a mettere in regola" tutti i componenti della famiglia. Per questo Gérad spera "in qualche deroga per gli alberghi" anche se il problema rimarrebbe. "Il cliente - spiega - non vive solo nella struttura ricettiva e il green pass gli sarà chiesto, per esempio, al museo o al ristorante al chiuso. E da fine agosto qui dovremo metterci il maglione anche a pranzo".
    In prospettiva invernale "se dovesse passare la linea che per sciare serve il green pass, ma che si torna ad esempio ad un riempimento totale degli impianti di risalita e di conseguenza che gli alberghi possono garantire ai propri ospiti la possibilità di sciare, è chiaro che è una cosa che noi valutiamo positivamente, al di là delle ideologie che ognuno può avere sui vaccini".
   

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