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Terremoti, la terra continua a tremare nel Fiorentino

Dai sopralluoghi nei musei, nelle scuole, negli immobili e nella Cattedrale di Firenze non si registrano danni

Una nuova scossa di terremoto, di magnitudo 2.0, con epicentro sempre a Impruneta è stata registrata questa mattina alle 7:49 a una profondità di 6 chilometri. L'evento sismico va a sommarsi a quanto avvertito giovedì notte a sud di Firenze, tra Impruneta e Mercatale Val di Pesa (una scossa di magnitudo 3.7) che, questa mattina, ha fatto partire i sopralluoghi al complesso monumentale della Cattedrale di Firenze. L'Opera di Santa Maria del Fiore, dai dati raccolti, sembrerebbe non aver riportato danni. Stesso discorso per i principali musei tra cui i musei del Bargello, della Galleria dell'Accademia, degli Uffizi, della Direzione regionale dei musei e dei civici.

"Devo dire che la scossa è stata forte. Io stanotte mi sono sentito varie volte con l'assessore Monia Monni, Il problema è che la scossa non ha provocato danni perché è stata breve e sostanzialmente in un territorio che ha già vissuto almeno da 15 giorni uno sciame di assestamenti. Però dobbiamo tenere quell'area sotto controllo". Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, a margine di una conferenza stampa a Firenze. Sono circa sette le chiamate effettuate al numero di emergenza dei vigili del fuoco per richiedere interventi di verifica di immobili nelle zone tra Impruneta e San Casciano dove ieri sera, alle 23:12 si e' registrata una scossa. Anche i controlli nelle scuole superiori a Firenze hanno escluso conseguenze agli edifici dopo l'ultimo terremoto, fa sapere Massimo Fratini, consigliere delegato per la Città Metropolitana di Firenze per l'edilizia scolastica e la protezione civile. La ricognizione degli edifici è stata fatta in raccordo coi dirigenti scolastici ma non sono state rilevate criticità.

Docente Unife sui terremoti: non siamo ancora in grado di fare previsioni a breve termine
"Dove e quanto, ma non quando. Si potrebbero sintetizzare in questo modo le attuali possibilità di prevedere i terremoti". A dieci anni dal sisma che ha colpito la pianura emiliana, il professore Riccardo Caputo dell'Università di Ferrara, membro della commissione nazionale per la previsione e prevenzione dei grandi rischi, fa il punto sul rischio sismico in Italia e sulle possibilità di intervento.

"A oggi è impossibile prevedere quando esattamente si verificherà il prossimo terremoto in un determinato luogo; per fini di protezione civile, sarebbe infatti necessaria una precisione di uno o due giorni per consentire, ad esempio, di evacuare la popolazione locale. Non siamo ancora in grado, infatti, di fare stime a così breve termine, ma soltanto a lungo termine, e cioè nell'ordine dei secoli. Relativamente al dove e al quanto, invece" sottolinea, "le nostre conoscenze scientifiche migliorano continuamente e questo ci ha permesso di individuare e caratterizzare le principali sorgenti sismogeniche - grandi fratture nella crosta terrestre che generano terremoti - che sono presenti nel territorio nazionale. Da ciò è quindi possibile definire le aree a maggior pericolosità sismica e, approcciando il problema in termini probabilistici, stimare le aree con maggiori probabilità di occorrenza (dove) e quale potrà essere la massima magnitudo che si potranno verificare (quanto)".

 

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