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Denunce ginnaste, interdetta un'allenatrice

Il gip: 'Quotidiano stillicidio di umiliazioni'

 L'accusa è di maltrattamenti aggravati dalla giovane età delle persone offese. Atlete di ginnastica ritmica che sarebbero state vessate dall'allenatrice, fermata da un provvedimento del gip di Brescia. Che ha disposto per Stefania Fogliata, 31 anni compiuti ad inizio gennaio, la misura cautelare interdittiva del divieto di allenare su tutto il territorio nazionale per i prossimi 12 mesi. L'indagine era nata dalla denuncia nell'agosto scorso di due atlete che hanno interrotto l'attività sportiva a causa dei presunti atteggiamenti dell'allenatrice.

"Non è sicuramente normale che più atlete lascino una scuola all'improvviso", ha detto in Procura, lo scorso 17 novembre, Emanuela Maccarani, direttore tecnico della nazionale italiana di ginnastica ritmica, sentita come persona informata sui fatti. Sono otto le presunte vittime di maltrattamenti fisici e psicologici e hanno tra i 10 e i 14 anni. "Dalla lettura dei verbali di sommarie informazioni e dalle visioni delle video registrazioni delle audizioni protette, emerge il comune denominatore delle ragioni della decisione di denunciare: l'esasperazione per le condotte dell'indagata, vissute come ingiuste non già perché disallineate rispetto alle aspettative e alle ambizioni personali delle allieve ma perché percepite come esclusivamente punitive e umilianti" scrive il gip Francesca Grassani che ha firmato l'ordinanza accogliendo la richiesta del pubblico ministero Alessio Bernardi, titolare dell'inchiesta condotta dalla squadra Mobile della Questura di Brescia. L'allenatrice avrebbe chiamato "maiale" e "Goblin" le ragazzine che riteneva fuori forma. "Aveva l'ossessione del peso", hanno raccontato dalla palestra di Calcinato, nel Bresciano, dove l'allenatrice aveva dato vita nel 2016 all'Accademia Nemesi.

"Adottava un regime di alimentazione rigido, soprattutto dando indicazioni alla segretaria e collaboratrice di dare meno cibo ai pranzi e tempestando le ragazzine con continui messaggi al fine di indurle a mangiare sempre meno e di inviare fotografie per verificare la loro linea fisica", scrive il gip. Secondo gli inquirenti si tratta di "condotte che umiliavano, vessavano e prostravano le giovani atlete". "L'allenatrice non è a contratto con la Federazione e pertanto non è tecnico federale", tiene a precisare la Fgi. La Federginnastica, nella nota, sottolinea che Fogliata "è soltanto in possesso di un attestato come tecnico societario dal 2020, la sua società è un soggetto privato autonomo e non sotto il controllo diretto della Federazione". "A fronte del provvedimento della Procura di Brescia - conclude -, anche la Procura federale fa sapere che disporrà una misura interdittiva nei confronti della tecnica. In attesa di avere un quadro completo delle indagini, sarà valutata pure la posizione della società sia a titolo di responsabilità oggettiva che diretta per omessa vigilanza su quanto compiuto all'allenatrice". Le presunte vittime sono state ascoltate in audizioni protette videoregistrate e assistite da una psicologa dell'Asst di Brescia. Sono state poi sentite oltre 25 persone tra presunte vittime, testimoni, genitori delle ginnaste, colleghi dell'istruttrice, psicologi cui si erano rivolte alcune atlete, nonché gli stessi vertici della Federazione nazionale. Nell'ordinanza di interdizione dall'attività si parla di "quotidiano stillicidio di improperi e umiliazioni ai quali si sono sommate le percosse, inferte sia nel magazzino della palestra sia nell'autovettura dell'indagata al rientro da una gara, o la semplice evocazione del luogo, 'lo stanzino', già teatro delle violenze fisiche e le punizioni, quando le atlete non riuscivano in un esercizio".

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