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Open Fiber: fibra ultraveloce entra in porto Genova

Garrone, Italia in ritardo,noi a lavoro per sviluppo paese

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GENOVA - La banda ultralarga entra anche nel porto di Genova, per aumentare la competitività grazie ad una comunicazione più veloce. "Attraverso un accordo con l'Autorità portuale, abbiamo ottenuto il diritto a entrare in un piano che in circa quattro anni cabli tutto il porto per dare servizio a tutti gli operatori" dice Guido Garrone, direttore network e operation di Open Fiber, società costituita Enel e Cdp , a margine del forum per la presentazione del rapporto "Liguria 2022" realizzato da "The European house Ambrosetti" nel capoluogo ligure.
Garrone ha affermato che "l'Italia è in ritardo a fronte di una domanda mondiale esplosiva di digitalizzazione e di connessioni. Si parla di fabbrica 4.0, internet of things, smart cities e addirittura nel 2020 si ipotizza di avere 50 miliardi di device, cioè di sensori terminali che dovranno essere serviti dalla rete per fluidificare processi industriali e della vita delle persone, ma l'Italia su 27 Paesi europei probabilmente è nelle ultime tre posizioni, perchè non abbiamo sviluppato la rete d'accesso a banda ultralarga con la capacità di copertura che altri Paesi hanno già raggiunto e siamo in retroguardia anche in termini di penetrazione del servizio".
Per recuperare il governo ha messo a punto il piano strategico per la banda ultra larga, con l'obiettivo di arrivare a coprire, entro il 2020, l'85% della popolazione con infrastrutture in grado di veicolare servizi a velocità pari e superiori a 100 mbps garantendo al contempo al 100% dei cittadini l'accesso alla rete internet ad almeno 30 mbps. "I numeri fissati sono il fattore abilitante della digitalizzazione, ma sono ancora molto lontani" sottolinea Garrone.
Per quanto riguarda il porto di Genova il servizio servirà non solo all'operatore logistico che sulla banchina deve avere un terminale wi-fi e possa vedere se la nave sta entrando o uscendo e quanto è carica, ma consentirà anche l'arrivo in connessione con il territorio urbano, con gli interporti da cui partono e arrivano le merci per essere caricate, l'arrivo dei flussi dei passeggeri, la copertura wi fi dei piazzali degli imbarchi, importante soprattutto in estate", aggiunge il manager. Sarà cablata l'area delle attività di riparazione navale, così come i terminal delle merci e quelli da cui transitano i passeggeri di traghetti e crociere. "In termini di sviluppo chilometrico oggi siamo al 10%, però siamo partiti dall'area delle riparazioni navali che copre il 70% dell'utenza. L'obiettivo è andare avanti e portare la fibra sul cento per cento del sedime del porto. Oggi interconnettiamo già il bacino di Sampierdarena con il bacino di Pra'-Voltri mentre precedentemente le due parti parlavano sostanzialmente via radio. Queste sono le opportunità che si aprono con la fibra ottica", conclude Garrone.
Il manager pensa a un piano per la banda ultra larga in Italia come quello dello sviluppo delle autostrade negli anni Sessanta. "Non c'erano molte auto - dice - e oggi qualcuno dice che non c'è domanda per la cablatura. Ma se le infrastrutture non si fanno i servizi non partono. E' stato così anche per i treni ad alta velocità. Il Paese merita un cablaggio intensivo di tutte le case a prova di futuro, in fibra, e questo sarà l'abilitatore di tanti altri servizi e un miglioramento per la qualità della vita di cittadini e imprese".

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