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Deloitte: nei board del futuro la crescita è sostenibile

Indagine su evoluzione della corporate governance nelle quotate

Milano ANSAcom

Strategia di lungo periodo, crescita sostenibile, capitale umano, sostenibilità e innovazione: sono le direttrici strategiche su cui devono puntare i consigli d’amministrazione per guidare le imprese del futuro. A evidenziarlo è lo studio di Deloitte “The Board of the Future-Italia", frutto dell’attività del “Deloitte Global Boardroom Program”, che sarà lanciato anche in Italia. L’attenzione delle società quotate verso la corporate governance è "in costante aumento", e nei consigli d'amministrazione cresce "l’attenzione verso le tematiche ambientali, sociali e di governance", spiega lo studio, secondo cui, il 75% dei board ha un comitato dedicato alla definizione di obiettivi Esg. Sul fronte delle competenze, le più ricercate dai leader aziendali saranno quelle legate proprio alle tematiche Esg (nel 45% dei casi), accanto a skill digitali (35%) e cybersecurity (20%). “L’obiettivo dello studio è promuovere un governo societario sostenibile che limiti l’assunzione di prospettive di breve termine e stimoli i board ad agire perseguendo l’obiettivo di una crescita sostenibile dell’azienda”, spiega Silvia La Fratta, chair of Deloitte Dcm Partnership Council/NSE Board Member. Nell’ambito del più ampio impegno di Deloitte “nel supportare la prossima generazione di leader aziendali – aggiunge Fabio Pompei, ceo di Deloitte Central Mediterranean - ci proponiamo di creare un osservatorio privilegiato sulle tematiche relative all’evoluzione del ruolo dei board italiani. E, con l’obiettivo di promuovere una cultura di governo societario che persegua una crescita sostenibile dell’azienda, abbiamo lanciato in Italia, come già in altri Paesi nel mondo, il Deloitte Global Boardroom Program, un centro di eccellenza di studio e promozione delle evoluzioni della corporate governance”. Secondo il report, i cda delle aziende italiane rispettano le raccomandazioni del Codice di Corporate Governance di Borsa Italiana in tema di indipendenza con una percentuale media di consiglieri indipendenti del 65% sulla totalità dei componenti. In particolare, le società del settore energetico registrano le percentuali più alte, seguite da banche e assicurazioni. Anche “la gender equality è in linea” con le raccomandazioni del Codice. Nel 2021 le aziende intervistate presentano, inoltre, un numero medio di membri del board pari a circa 12, con una "sostanziale coerenza della composizione quantitativa rispetto alla complessità aziendale". Dallo studio emerge anche una tendenza relativa alla necessità di inserire nei Consigli soggetti con competenze complementari e lontane dal core business dell’azienda in modo da estendere l’attenzione a tematiche innovative. Per quanto riguarda il ruolo del presidente, le qualità più richieste sono: adattamento al cambiamento, mentalità aperta e visione. Maggiore consapevolezza si registra sul tema dell’integrazione del Risk Management nei processi aziendali nell’ottica di anticipare potenziali situazioni di criticità. Quanto ai rapporti con gli stakeholder esterni, stanno cambiando, in quanto, il Board ha un ruolo sempre più importante nell’interazione con gli investitori, sebbene sia un tema ancora dibattuto.

In collaborazione con:
Deloitte

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