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Assolavoro, giù somministrazione, ora meno tutele

Effetti dl dignità. Ipsos, cambio lavoro non è più tabù

ROMA ANSAcom

Il lavoro in somministrazione, attraverso cui le aziende assumono tramite agenzie, dopo anni di crescita torna a segnare una diminuzione. A rilevarlo è l'Osservatorio di Assolavoro, che riunisce le agenzie per il lavoro.

In occasione del convegno al Cnel, 'Posti e Percorsi'. Il lavoro tra mappa e territorio', sono stati presentati dati che certificano la battuta d'arresto. "Il saldo tra luglio e dicembre 2018 delle persone occupate in somministrazione è negativo (-39mila), mentre aumentano i contratti meno tutelanti per il lavoratore, ovvero: le prestazioni occasionali (+51 mila luglio-dicembre 2018 rispetto a stesso periodo del 2017), i contratti intermittenti (+ 15 mila nel confronto tra i due periodi) e gli stagionali (quasi 11 mila in più)", spiega Assolavoro, sulla base dei dati di ministero, Istat, Inps, Inail e Anpal. E l'inizio del 2019 non fa che confermare la tendenza, visto che il bilancio per la somministrazione diventa ancora più negativo (-67mila occupati).

"Dall'analisi dei dati post decreto Dignità emerge che mentre cala la somministrazione di lavoro, aumenta il ricorso a contratti meno tutelanti per il lavoratore", sottolinea il presidente di Assolavoro, Alessandro Ramazza. L'associazione delle agenzie per il lavoro, infatti, ricorda come la somministrazione preveda per il lavoratore parità di diritti e di retribuzione rispetto a chi viene assunto direttamente dall'azienda (senza ricorrere all'intermediazione).

Inoltre secondo le elaborazioni di Assolavoro "i giovani che entrano nel mercato del lavoro tramite una Agenzia per il Lavoro (100 mila nel 2017) hanno maggiori probabilità di transitare in un rapporto stabile rispetto a qualsiasi altra forma di occupazione temporanea, compreso il contratto a tempo determinato". Dati alla mano, si spiega, "la percentuale di quanti, a 12 mesi dall'ingresso nel mondo del lavoro risultano occupati a tempo indeterminato è la seguente: 18% per chi ha avuto accesso tramite lavoro in somministrazione, 13% per chi ha iniziato con un contratto a tempo determinato, 8,8% per i contratti intermittenti e 8,6% per le collaborazioni".

Nel corso del convegno inoltre è stata illustrata una ricerca Ipsos sulla percezione che gli italiani hanno delle evoluzioni in atto. Secondo l'indagine "due italiani su tre (72%) hanno consapevolezza che nel corso della loro vita professionale cambieranno lavoro più volte". Insomma passare da un mestiere a un altro non sarebbe più un tabù.

In collaborazione con:
Assolavoro

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