L'inflazione negli Usa spaventa le Borse, ai minimi da aprile

Pioggia di 'vendite da panico' a Milano, Londra, Parigi e Madrid. L'indice giapponese Nikkei perde quasi 700 punti, chiusura in negativo anche a Hong Kong

Tutti i guadagni di un mese persi in una seduta. A metà giornata, i listini europei scivolano al livello più basso dall'inizio di aprile sul 'panic selling' degli investitori preoccupati che l'aumento dell'inflazione possa portare a una politica monetaria più restrittiva e frenare i profitti aziendali. Londra cede il 2,05%, Parigi l'1,55%, Francoforte l'1,7%, Madrid l'1,9% e Milano il 2,06%, si 'salvano' le piazze in Svizzera, Norvegia, Danimarca e Svezia chiusi per festività (giorno dell'Ascensione).

A Piazza Affari a Milano in mattinata l'indice Ftse Mib è sceso a 23.911 punti (-2,2%). Tra i titoli peggiori Banca Generali (-4,1%), Stellantis (-3,45%) ma i cali che pesano di più per controvalore sono quelli di Intesa Sanpaolo (-2,9%), Unicredit (-2,5%), Eni (-3,04%) ed Enel (-1,5%). 

Ha chiuso con il segno negativo la seduta della Borsa di Hong Kong, anche in questo caso scontando l'impennata dell'inflazione Usa alla base dei timori su un rialzo dei tassi d'interesse da parte della Federal Reserve prima di quanto immaginato: l'indice Hang Seng cede l'1,81%, scivolando a 27.718,67 punti. In calo, ma con perdite più contenute, anche i listini di Shanghai e Shenzhen, i cui indici Composite hanno terminato gli scambi, rispettivamente a 3.429,53 punti (-0,96%) e a quota 2.253,30 (-0,81%).

Non si arresta la fase di correzione della Borsa di Tokyo, con l'indice di riferimento ai minimi da inizio anno. Il Nikkei ha ceduto il 2,49% a quota 27.448,01, lasciando sul terreno quasi 700 punti. Sul mercato dei cambi lo yen torna a svalutarsi sul dollaro a 109,60, e sull'euro a 132,50.

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