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Ursula Hirschmann, una donna per Europa

Un libro che riporta alla luce protagonista dell'europeismo

SILVANA BOCCANFUSO, 'URSULA HIRSCHMANN. UNA DONNA PER L'EUROPA' (ultima spiaggia, Pag. 270, Euro 16,50). C'è un momento emblematico nella vita intensissima di Ursula Hirschmann che Silvana Boccanfuso descrive benissimo nella sua bella biografia uscita qualche tempo fa per l'editore-libraio ultimaspiaggia, ma assolutamente da recuperare. E' quando nel settembre del 1970 Ursula ''si trasferisce a Bruxelles seguendo il marito Altiero Spinelli nominato in giugno commissario delle Comunità Europee''.
    Sottolinea l'autrice che ''i primi anni nella capitale belga sono tutt'altro che facili per la signora Spinelli''. E' il momento, come scrive nel 1975 a Natalia Ginzburg, in cui scoprirà il femminismo ''una scoperta recente'', quello che a lei, donna d'azione e di fatti, le darà la spinta a creare un movimento ''Femmes pour l'Europe''. La questione è che tutto sommato solo allora Ursula Hirschmann, con la cartina al tornasole dell'incarico al marito, scopre sulla sua pelle la differenza tra il suo impegno politico di donna e quello di un uomo. L'impegno, a vario titolo, ha segnato tutta la sua esistenza, trattandosi di una pioniera dell'avventura federalista trascurata dalla storiografia. ma che per lei, da donna, è rimasto un contributo da retrovie come nella Storia, quella con la S maiuscola per le donne accade troppo spesso.
    Ursula nasce a Berlino il 2 settembre del 1913 e appena adolescente ha già formato un punto di vista critico nei confronti della famiglia borghese e benestante e dell'evoluzione della società tedesca. Scopre l'ideologia marxista insieme al fratello, e il socialismo è per lei ''una scoperta e una conquista''. Subito critica nei confronti dell'assoluta inazione della sinistra che non blocca l'ascesa di Hitler in nessun modo, nel 1933 ad appena 20 anni, è costretta a fuggire. Si trasferisce a Parigi, per amore e per politica, in una commistione di vita privata e pubblica che per lei sarà una costante. Moglie prima del filosofo antifascista Eugenio Colorni si sposta presto in Italia, poi in Svizzera. In Italia troverà la sua radice pur incarnando quell'europeismo di fatto di cui è composta la sua biografia. Sarà a Ventotene con il primo marito Colorni e lì, sull'isola al confino, incontrerà Altiero Spinelli e sarà una delle anime del Manifesto di Ventotene, anche se è difficile capire concretamente il suo ruolo negato dai documenti. Tre figlie da Colorni, altre tre da Spinelli, aspira ad un Europa unita ed è anima e sostanza di questa spinta.
    Lavora nell'ombra tutta la vita per questo al fianco dei suoi uomini ma appunto alla fine, arriva al 1970 e si rende conto che tutto questo a lei non ha dato nessun ruolo pubblico, nessun riconoscimento, nessuna parte nella Storia. ''Questo era, ed è, un libro necessario'', scrive giustamente Pietro S. Graglia nell'introduzione. ''Un libro su Ursula Hirschmann era necessario, e non solo per la qualità del personaggio, la sua vita, la sua formazione intellettuale, ma soprattutto perchè Ursula ha condiviso, nel tempo, quella sorta di emarginazione da una storiografia tutta al maschile che l'ha letta solo come moglie di due delle menti più brillanti e profonde sorte dalla lotta antifascista - Eugenio Colorni e Altiero Spinelli - ma senza approfondirne ulteriormente le specificità, le caratteristiche, l'originalità''. Lo fa Boccanfuso, in questo libro tutto da leggere, perchè racconta una storia affascinante e sconosciuta di cui si è parlato recentemente anche in occasione della sessione autunnale della Scuola fondata dall'associazione La Nuova Europa a Ventotene appunto. (ANSA).
   

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