Libri

Miguel Bonnefoy, ecologia e diritti donne ci salveranno

Esce il nuovo romanzo 'Eredità', "un omaggio a mio padre"

 MIGUEL BONNEFOY, EREDITA' (66thand2nd, PP 178, EURO 16,00)

Dice di essere un "vecchio ottimista" lo scrittore Miguel Bonnefoy, che ha 34 anni e nel suo nuovo romanzo 'Eredità' , appena arrivato in libreria per 66thand2nd nella traduzione di Francesca Bononi, ripercorre un secolo di storia di sradicamento di una famiglia, la sua, tra la Francia e il Cile.
    "Sono ottimista perché ho la sensazione che ci sia un nuovo racconto in questa generazione, la nostra. Tutte le costruzioni sociali sono racconti , l'arte, la famiglia, la democrazia, il capitalismo, il socialismo. E un buon racconto può essere più pericoloso della bomba atomica. Ho l'impressione che in questa generazione un nuovo racconto stia nascendo: è il racconto dell'ecologia, del combattere contro un progresso e una crescita economica che è sempre la stessa. Che sia con Greta Thunberg, con Cyril Dion, con Emanuele Coscia, ognuno a suo modo cerca di raccontare una nuova storia" dice all'ANSA Bonnefoy a Roma.
    "Questo da un lato e dall'altro c'è l'affascinante e necessaria emancipazione delle donne. Anche questo salva il mondo. Se possiamo avere una nuova generazione che rispetta costituzionalmente il diritto delle donne e parallelamente c'è una vera volontà politica di cambiare tutta la struttura per poter preservare in maniera migliore la biodiversità, penso che stiamo entrando in un secolo probabilmente migliore del secolo ventesimo" dice lo scrittore che è un vulcano di energia. 'Eredità' è la saga familiare dei Lonsonier che parte nel 1873 quando la fillossera, un pidocchio selvatico, distrugge l'agricoltura francese e un antenato dello scrittore parte con un ceppo di vite rimasto sano e si conclude nel 1973 con la dittatura di Pinochet in Cile. In mezzo c'è la grande casa di calle Santo Domingo a Santiago del Cile che ha ospitato più generazioni dei Lonsonier, da Lazare che nel 1914 decide di andare a combattere in Europa durate la prima guerra mondiale a Margot appassionata di volo, al rivoluzionario Ilario Da, torturato sotto Pinochet. E poi c'è una grande voliera in giardino che ospita meravigliosi uccelli che "è lo specchio della casa" dice lo scrittore che ha scritto 'Eredità' quando era borsista a Villa Medici a Roma e ora vive a Berlino dove soggiornerà per un anno ospite del prestigioso programma per artisti Daad. "Mio padre durante la dittatura di Pinochet in Cile è stato torturato ed esiliato. A Barcellona ha scritto un libro di testimonianze, 'Racconto del fronte cileno' che ha pubblicato con lo pseudonimo Ilario Da. Quando l'ho letto sono rimasto così impressionato che avevo pensato di tradurlo in francese. Ma poi ho cominciato a immaginare il personaggio di Ilario Da, chi era sua madre e suo padre e sono andato indietro di generazione in generazione fino a ricordarmi di un episodio che si raccontava in famiglia, quello del patriarca che perse tutto per la fillossera e partì con un ceppo di vigna in mano per dargli una seconda vita. Così è nato 'Eredità', come omaggio a mio padre. Le tante pagine del suo libro le ho condensate nei due capitoli finali. Lui è stato molto contento. Alcune cose sono spaventosamente vere, quelle che riguardano la sofferenza che c'è in tutta la storia dell'umanità, altre sono romanzate" racconta Bonnefoy che è figlio di un rifugiato politico cileno e di una diplomatica venezuelana. "Sono figlio della Bella e la Bestia. Ma non so chi è la Bella e chi la Bestia, dipende dai punti di vista" dice con ironia.
    La distruzione portata dalla fillossera fa pensare alla xylella, il batterio che ha fatto una strage di ulivi nel Salento, in Puglia. "Per me era importante dar voce alla metafora dello sradicamento della famiglia, della natura e anche della lingua, c'è un dialogo tellurico fra il francese e lo spagnolo e la famiglia ha un vincolo con la forza minerale della terra" afferma l'autore che è padre di una bambina e ne aspetta un'altra e che è stato paragonato e si sente vicino al filone del realismo magico di Gabriel Garzia Marquez. "Non posso essere paragonato al grande maestro, ma riconosco che tutta la letteratura latinoamericana ha una grande influenza sulla mia scrittura. Alla Sorbona ho studiato però molti scrittori francesi ed europei. Il realismo magico non è un privilegio dei latino americani, ha toccato anche Pirandello, Oscar Wilde, Bulgakov" sottolinea. Colpisce nel libro la storia dei tremila franco-cileni che decidono di andare in Francia durante la prima guerra mondiale, a difendere un paese che non conoscono. "E' un simbolo perfetto dell'assurdità della guerra e della fraternità tra i popoli" spiega Bonnefoy che guardando alle generazioni future e all'oggi è ottimista anche sull'innovazione tecnologica. "Nell'Ottocento era inconcepibile pensare all'innovazione scientifica slegata al socialismo e viceversa. Poi c'è stata una separazione tra la scienza e l'arte, oggi penso che piano piano si stia tornando a pensare che l'innovazione tecnologica può anche portare a un'idea di una migliore comunità umana, collettiva. Tutto il mondo capisce che tutto è legato, quarant'anni fa non era evidente. Ce lo ha fatto vedere anche la pandemia" dice lo scrittore che a Berlino sta finendo di scrivere il suo nuovo libro dedicato alla figura di Augustin Mouchot, il pioniere dell'energia solare in Francia nel diciannovesimo secolo. "Riscrivo la sua storia in maniera romanzata perché un romanzo tocca più persone rispetto a un saggio" racconta.
   

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