Libri

"Musa e getta", 16 scrittrici per 16 Muse

Da Callas ad Amanda Lear, antologia a cura di Ninchi e Siravo

MUSA E GETTA, A CURA DI ARIANNA NINCHI E SILVIA SIRAVO (PONTE ALLE GRAZIE PP. 384, EURO 18,00) - Maria Callas, la divina per sempre che Pier Pasolini volle nella sua 'Medea'. Rosalind Franklin che ha scoperto la struttura del Dna. L'androgina Amanda Lear sempre pronta a stupire, che affascinò Salvador Dalì e conquistò David Bowie. La bellissima Alene Lee, tra le menti più brillanti della Beat Generation, fidanzata di Jack Kerouac, che ispirò il personaggio di Mardou Fox ne 'I sotterranei' e la cantante e modella francese Kiki, la Regina di Montparnasse, immortalata con la schiena nuda nella famosa opera di Man Ray, Le Violon d'Ingres. Sono tra le sedici donne amate, oscurate, sfrontate, riservate, fonte di ispirazione di grandi artisti e scrittori, messe su un piedistallo o dimenticate, alle quali viene ridata voce da altrettante scrittrici italiane che raccontano le loro storie in monologhi, dialoghi immaginari, confessioni, nell'antologia 'Musa e getta', pubblicata da Ponte alle Grazie. "Sedici scrittrici per sedici donne indimenticabili (ma a volte dimenticate)" che vogliono portare uno sguardo nuovo sul rapporto tra i sessi, l'identità femminile e la lotta per l'emancipazione.
    Il libro, a cura di Arianna Ninchi, attrice teatrale, autrice e nipote della famosa Ave Ninchi, e dell'attrice Silvia Siravo, che abbiamo visto in Ofelia nell'Amleto di Armando Pugliese con Alessandro Preziosi, non si ferma qui: si prepara a diventare anche uno spettacolo teatrale e coinvolge i lettori con una campagna social su facebook.com/musaegetta e su instagram.com/musaegetta in cui chi vuole può raccontare la propria musa.
    "Non abbiamo rivendicazioni da fare, se non la volontà di far conoscere un'altra versione della Storia, delle storie" spiegano le curatrici che hanno intenzione di "fare da ponte (#parola bellissima) per far vibrare 'la versione di lei' dalle tavole dei palcoscenici, appena si potrà, domani".
    Ci sono Maria Grazia Calandrone, Claudia Durastanti, Ritanna Armeni, Igiaba Scego, Lisa Ginzburg e Laura Pugno tra le autrici "che hanno narrato, con libertà di scelte, forme e stilemi, vite di donne di talento che hanno vissuto accanto o che hanno gravitato nelle esistenze di uomini celebri e affermati" spiegano le curatrici. E si augurano che i lettori possano essere anche "uomini, curiosi di scoprire quanto varia e ricca e sorprendente sia la narrazione dell'altra metà del cielo".
    Muovendosi tra epoche e luoghi diversi, tra leggende e destini felici e infelici, 'Musa e getta' va al di là del detto secondo cui "dietro ogni grande uomo c'è una grande donna" facendo riscoprire o conoscere per la prima volta "donne che hanno vissuto accanto a grandi uomini che hanno vissuto accanto a grandi donne". Così Ritanna Armeni ne 'Il testamento' ci porta nel mondo di Nadezhda Krupskaja, moglie di Lenin e autrice de 'La donna lavoratrice', la prima opera marxista sulla condizione della donna russa. Mariagrazia Calandrone, tra le autrici proposte al Premio Strega 2021 ne 'Il cielo nello specchio della toeletta' da voce ad Amanda Lear, regina della discomusic a fine anni Settanta con Tomorrow, che racconta il suo incontro a 19 anni con Salvador Dalì . "Io incarnavo ...(ride)...be', si fa per dire 'incarnavo'... diciamo meglio 'indossavo' la confusione, il principio di indeterminazione che gli piaceva tanto! Il mio corpo era in bilico, senza confini. Ma poi...Uomo, donna...Che sarà mai, quest'idiozia?" dice la Lear, oggi forse ottantenne perché non c'è certezza sulla sua età.
    Nella realtà delle groupie andiamo con Elisa Casseri che in 'Groupieland. Pamela De Barres' ci racconta Pamela Ann Miller, conosciuta con il cognome dell'ex marito Des Barres, che negli anni Sessanta e Settanta fece impazzire con la sua bellezza il mondo del rock. Claudia Durastanti ci riporta in 'Qualcosa di più, e qualcosa di meno' ad Alene Lee che dice: " a poco più di vent'anni ho incontrato un romanziere sfasciato che mi ha ricordato le mie femmine preferite da ragazzina: Jack Kerouac era una modella, un'operaia, una puttana".
    E poi ci sono la Kate Moss, modella da oltre 300 copertine, ne 'La regina del silenzio' di Chiara Tagliaferri; Regine Olsen, amata da Soren Kierkegard, in 'Una ragazza di squisito sentire' di Veronica Raimo e Zelda Fitzgerald in 'Troppi fuochi' di Cristina Marconi. Tante muse sono rimaste fuori dal coro e il sogno delle curatrici è "un secondo volume" in cui ci sarebbero Simone de Beauvoir, Liv Ullmann e la musa dei preraffaelliti, pittrice e poetessa dal destino tragico Lizzie Siddal. (ANSA).
   

      RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

      Video ANSA




      Modifica consenso Cookie