Libri

Stanislaw Lem, i 100 anni dell'autore di 'Solaris'

Tra fantascienza, filosofia e psicologia

''Solaris'' è diventato un romanzo di successo internazionale dieci anni dopo la sua uscita, grazie all'omonimo film, premiato a Cannes, che vi aveva tratto nel 1972 Andrej Tarkovskij, rendendo celebre il nome dell'autore Stanislaw Lem, saggista e narratore polacco di cui si celebrano il 12 settembre i 100 anni dalla nascita, a Leopoli nel 1921.

Una figura complessa, noto come scrittore di fantascienza, in realtà scrittore di narrazioni avventurose e fantastiche ma metaforiche e dalle implicazioni psicologiche e filosofiche. Basti pensare allo stesso ''Solaris'' (ultima edizione: Sellerio, pp. 328 - 14 euro - Traduzione Vera Verdiani) che racconta di un astronauta che, arrivato nella stazione spaziale che gira attorno a un misterioso pianeta avvolto da un oceano magmatico pensante, cerca di indagare sugli inquietanti fenomeni che avvengono a bordo. La sua avventura della conoscenza si trasforma però in avventura della coscienza, trovandosi alle prese con ''ospiti'', materializzazioni della propria memoria e del proprio inconscio, che costringono a fare i conti con la realtà dei propri fantasmi interiori, con l'identità di ognuno che è sempre molteplice e varia in relazione a noi stessi e in rapporto agli altri.

Esemplare anche ''Ritorno dall'universo'' appena ristampato in occasione di questo centenario (Sellerio, pp. 384 - 15,00 euro - Traduzione di Pier Francesco Poli), ''romanzo distopico che ha alle spalle i pianeti e le stelle ma si svolge tutto qui sulla Terra'', come scrive nella postfazione Francesco Cataluccio, a proposito di questa storia dell'astronauta Hal Bregg che ha viaggiato nello spazio per 23 anni luce e ha vissuto un'esperienza tragica (''eravamo un mucchio di animali disperati e con una paura da morire'', perché ''nessuno andrebbe più nel cosmo se sapesse come è laggiù'') e tornato sul nostro pianeta ricorda e soprattutto vive quel che ha ritrovato. Mentre lui era in viaggio sono passati più di cento anni e il mondo è profondamente mutato, vinta anche la forza di gravità e la necessità di faticare per vivere, si aspira alla giovinezza eterna. In realtà è tutto solo omologazione totale, conformismo in cui la felicità è un dovere e ogni cosa deve servire a quel fine, anche perché tutti sono ''betrizzati'', gli è stato iniettato nel sangue qualcosa inventato da tre scienziati che per primi ne fecero personale esperienza. Il ritratto di un mondo ideale che è in realtà paradossale e insopportabile.

Lem, di famiglia ebraica, studiò prima filosofia e poi medicina, laureandosi solo dopo la fine della guerra, a causa delle persecuzioni razziali dopo l'occupazione nazista della Polonia. I suoi interessi andarono però alle scienze biologiche e cibernetiche e poi alla scrittura, debuttando nel 1951 con ''Il pianeta morto'', cui seguirono ''La nube di magellano'', ''Pianeta Eden'' e poi appunto nel 1961 sia''Ritorno dall'universo'', sia ''Solaris'. Premiato con vari riconoscimenti internazionali, nel 1977 fu candidato dalla Polonia al premio Nobel per la letteratura e fatto cittadino onorario di Cracovia, la città in cui morì il 27 marzo del 2006, quando erano vent'anni che non scriveva più, avendo smesso dopo l'uscita de ''Il pianeta del silenzio'', titolo emblematico, nel 1986.

Nel 2002 il regista Steven Soderbergh realizzò un nuovo adattamento cinematografico di ''Solaris'', che Lem disconobbe vedendo quella sua complessa opera ridotta a una storia d'amore tra il protagonista e il ''fantasma'' della moglie morta suicida. In precedenza c'era stata una versione televisiva russa in due parti e ci sono stati film minori tratti da altre sue opere, tra cui ''La nube di magellano'' di Jindrich Polak. In questi giorni arriva in libreria anche una raccolta di tutti i suoi racconti intitolata ''Universi'' (Oscar Mondadori, pp. 1596 - 35,00 euro), una produzione multiforme ed estremamente originale, nella quale il lettore ritrova i grandi temi presenti anche nei suoi romanzi e quella voglia di superare i soliti schemi, di avere serie basi scientifiche, ma poi far emergere le sue riflessioni filosofiche con quel grande talento che gli consente di trasformare le idee in personaggi e trame avvincenti e di parlare di un altrove fantastico, ma affermando nettamente: ''Noi cerchiamo solo l'uomo. Non abbiamo bisogno di altri mondi, abbiamo bisogno di specchi. Non sappiamo che cosa farcene di altri mondi. Uno ci basta, quello in cui sguazziamo''. 

        RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

        Video ANSA




        Modifica consenso Cookie