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Kaliningrad, la città bifronte che rischia la guerra

Valentina Parisi esplora un luogo al centro della Storia europea

(ANSAmed) - ROMA, 28 GIU - Kaliningrad vede avvicinarsi un possibile futuro di guerra. L'ex Königsberg, antica capitale prussiana, tedesca fino alla fine della Seconda guerra mondiale, adesso è l'avamposto militare di Mosca sul Baltico, circondato da paesi della Nato. Ospita armi nucleari e navi della flotta russa a difesa delle basi e delle infrastrutture marittime. Il divieto imposto dalla Lituania al transito di merci sanzionate dall'Ue verso Kaliningrad apre una grave ulteriore crisi, con il rischio di una ritorsione russa.
    Con 'Una mappa per Kaliningrad - La città bifronte (Exorma, pp.264, euro 17) un saggio-reportage, Valentina Parisi, nipote di un prigioniero di guerra italiano che qui fu deportato, ci aiuta a comprendere l'importanza strategica di un territorio al centro dei fatti più importanti della Storia europea contemporanea.
    Se l'antica Königsberg non fosse stata rasa al suolo dai bombardamenti degli alleati nell'agosto 1944 e poi dall'artiglieria dell'Armata Rossa, l'attuale Kaliningrad non esisterebbe affatto. Mentre il nome di Königsberg ci ricorda la patria di Kant e Hannah Arendt, Kaliningrad è un toponimo opaco.
    Le due "K" coincidono topograficamente ma non sono la stessa città.
    La protagonista raggiunge l'incontaminata penisola dei Curi sul Mar Baltico ex buen retiro di intellettuali tedeschi, da Mann a Wittgenstein, dove ormai il gigantesco edificio abbandonato della Casa dei Soviet si è trasformato in un ritrovo notturno di sbandati.
    Sa che non ritroverà la vecchia Königsberg, né la cantina in cui è stato liberato suo nonno, né il campo dove è stato prigioniero: nell'Europa orientale i campi di concentramento sono tornati a essere semplici campi vuoti o sono stati fagocitati dal turismo di massa. Attraverserà Kaliningrad guidata da una carta muta dalla quale avrà eliminato tutti i toponimi e qualsiasi connotazione tedesca o russa; è un po' come dovevano averla vista i piloti della Royal Air Force nella notte tra il 29 e il 30 agosto 1944.
    Valentina Parisi è nata nel 1976 a Milano, dove vive.
    Slavista e traduttrice dal russo, dal polacco e dal tedesco, ha pubblicato lo studio sull'editoria clandestina sovietica Il lettore eccedente (Il Mulino, 2014) e Guida alla Mosca ribelle (Voland, 2017). Collabora con il Manifesto e Alfabeta2. (ANSAmed).
   

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