Press Release

COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale CONSIGLIO REGIONALE VENETO

CRV - Strutture sociosanitarie: l’Aula allunga i tempi di restituzione del fondo di rotazione

Oggi, in Consiglio regionale del Veneto

CONSIGLIO REGIONALE VENETO

Consiglio veneto allunga tempi di restituzione del fondo di rotazione per strutture sociosanitarie

(Arv) Venezia 14 set. 2021 –    L’assemblea di palazzo Ferro-Fini ha approvato con i voti della maggioranza la legge che modifica il fondo di rotazione regionale per le strutture sociali e sociosanitarie, istituito nel 2018 e che ha accumulato sinora una disponibilità di 30 milioni di euro. La legge allunga di cinque anni il piano di rientro per gli investimenti nelle strutture sociali e sociosanitarie finanziati con il fondo di rotazione ed elimina le garanzie fidejussorie o ipotecarie per le Ipab che ottengano di tali finanziamenti. La principale novità per i gestori pubblici e privati di strutture sanitarie e sociosanitarie impegnati a riqualificare gli immobili è l’allungamento da 10 a 15 anni dei tempi di restituzione del finanziamento contratto a tasso zero con il fondo di rotazione. Sono una quarantina i soggetti che sinora si sono avvalsi dei mutui senza interessi del fondo regionale. Nelle intenzioni dei proponenti la modifica rappresenta un aiuto per le case di riposo e le altre strutture sociosanitarie messe in forti difficoltà dalla crisi Covid che, tra contrazione del numero degli ospiti e blocco dei nuovi accessi, sta causando alle strutture assistenziali un sensibile calo degli introiti.

La nuova legge del Consiglio regionale, inoltre, esclude le Ipab dall’obbligo fidejussorio: gli enti pubblici di assistenza e beneficenza destinatari dei finanziamenti del fondo di rotazione potranno risparmiare la spesa per accendere una fidejussione o una ipoteca, in considerazione del fatto che tali istituzioni sono già soggette alla vigilanza e al controllo della Regione.

Per le opposizioni, che si sono astenute, l’intervento legislativo aiuta sì la liquidità delle strutture, ma non risolve la crisi di sostenibilità delle strutture assistenziali che andrebbe, invece, affrontata – secondo gli esponenti dei gruppi di minoranza - con la riforma delle Ipab e del sistema dell’assistenza residenziale e semiresidenziale, attesa da vent’anni. La riforma – ha replicato l’assessore alla sanità e al sociale - dovrà essere complessiva e abbracciare l’intero sistema della non autosufficienza, in un’ottica di nuova programmazione nazionale delle politiche per l’invecchiamento.

 

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