Nazione

Stati Uniti

39 41 33

Cina

38 32 18

Giappone

27 14 17
Nazione

Regno Unito

22 21 22

ROC

20 28 23

Australia

17 7 22
Nazione

Paesi Bassi

10 12 14

Francia

10 12 11

Germania

10 11 16
Nazione

Italia

10 10 20

Canada

7 6 11

Brasile

7 6 8
Nazione

Nuova Zelanda

7 6 7

Cuba

7 3 5

Ungheria

6 7 7

Tokyo: sei azzurri in quarantena, ma possono gareggiare

In aereo 'contatto stretto' con un giornalista positivo al covid

Redazione ANSA TOKYO

Quello che tutti temevano è diventato realtà: sei atleti azzurri, tra pugilato, tuffi e skateboard, sono in quarantena al Villaggio olimpico dopo essere entrati in "contatto stretto" con un giornalista italiano trovato positivo al covid-19 dopo il viaggio in aereo da Roma a Tokyo. L'isolamento fiduciario è stato disposto anche per altri sette componenti della delegazione italiana. La decisione delle autorità sanitarie giapponesi è stata comunicata al Comitato organizzatore e poi al Coni che ha diffuso un comunicato stampa nel quale ha annunciato che non è pregiudicata la partecipazione alle gare dei sei atleti. "La normativa - ha fatto sapere il Comitato olimpico italiano - prevede che possano continuare ad allenarsi e a gareggiare, effettuando un tampone molecolare sei ore prima della gara". Nel rispetto della privacy, sui loro nomi è stato mantenuto il massimo riserbo, anche se finora in Giappone degli atleti dello skateboard è arrivata solo la 19enne Asia Lanzi. E durante il pomeriggio italiano, gli appassionati del pugilato hanno tirato un sospiro di sollievo quando Irma Testa è salita sul ring per combattere e vincere il primo match della categoria pesi piuma (57 kg) contro la russa, alle Olimpiadi 'atleta neutrale', Liudmila Vorontsova. All'interno del Villaggio i sei atleti "continueranno a svolgere regolarmente tutte le loro attività propedeutiche alle competizioni olimpiche seguendo solo specifiche accortezze procedurali per quanto riguarda i pasti ed i trasferimenti agli impianti di gara". Ovviamente non può essere solo una questione di condizione fisica. Ecco perché il Coni "si sta adoperando ai massimi livelli per garantire alle atlete e agli atleti, sfortunatamente coinvolti in questo disagio non causato dai loro comportamenti, le migliori condizioni, anche psicologiche, per superare rapidamente e senza aggravi questo particolare momento di difficoltà". E' fin troppo facile prevedere che il covid sarà un elemento condizionante per i Giochi a cinque cerchi. E se il Cio cerca di tenere lontani i dubbi, riferendo ai giornalisti che "solo lo 0,02 per cento dei tamponi effettuati in questa prima parte di Olimpiade è risultato positivo", tutta la grande famiglia a Cinque cerchi sa bene che nei prossimi giorni arriveranno altre comunicazioni che faranno cambiare, in peggio, la carriera di altri atleti.

   

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