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Bosnia al voto, aumentano le divisioni etniche

Timori per spinte secessionistiche e caos politico

30 settembre, 09:04
(ANSA-AFP) - SARAJEVO, 30 SET - Tra divisioni etniche sempre più marcate e a quasi trent'anni dalla guerra, domenica la Bosnia-Erzegovina va al voto per le elezioni generali tra minacce di secessione e timori di nuovo caos politico. Il Paese rimane diviso tra serbi ortodossi e cattolici croati che chiedono una maggiore autonomia, mentre i bosniaci musulmani spingono per uno stato più egualitario, ma sembrano inseguire poco più di un sogno irrealizzabile. Per più di due decenni, il Paese balcanico è stato governato da un sistema amministrativo disfunzionale nato dall'accordo di Dayton del 1995. E mentre gli accordi potrebbero essere riusciti a porre fine alla guerra negli anni '90, da allora il paese è rimasto bloccato da una sorta di paralisi politica. E analisti avvertono che la Bosnia sta sprofondando sempre più in acque agitate con divisioni lungo linee etniche che sembrano crescere ulteriormente alla vigilia delle elezioni.

La Bosnia è divisa tra un'entità serba - la Republika Srpska (RS) - e una federazione musulmana-croata, legate da un debole governo centrale. I partiti politici etnici hanno sfruttato a lungo le divisioni del paese nel tentativo di mantenere il potere, spingendo centinaia di migliaia di persone a emigrare alla ricerca di migliori opportunità.

Con pochi o nessun dato da sondaggi su cui fare affidamento, gli analisti affermano che è probabile che i leader storici e i partiti nazionalisti domineranno alle urne. Fra i potenziali dominatori alle elezioni, il leader serbo bosniaco Milorad Dodik, che si sta candidando alla presidenza della RS. Per mesi, Dodik ha alimentato le tensioni tra frequenti appelli ai serbi della Bosnia di abbandonare dalle istituzioni centrali del Paese. Bakir Izetbegovic, figlio del primo presidente della Bosnia indipendente, è in corsa per il terzo mandato come presidente musulmano bosniaco del paese, ma deve affrontare la dura concorrenza del professore di storia 46enne Denis Becirovic. Sostenuto da 11 partiti di opposizione, Becirovic si impegna a lottare per una Bosnia "pro-europea e unita". Ad aumentare le divisioni, molti dei croati cattolici del paese hanno chiesto una maggiore autonomia e riforme elettorali prima del voto, con il principale partito nazionalista HDZ che ha minacciato per mesi di boicottare le elezioni. (ANSA-AFP).

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