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Zaev, Ue deve dimostrare che processo allargamento è vivo

"Fallimento strategico" se negoziati in stallo, dice all'Ansa

03 settembre, 16:23
(di Stefano Giantin) (ANSA) - BELGRADO, 03 SET - L'Ue ha "il dovere di dimostrare nella pratica che il processo d'allargamento nei Balcani occidentali è vivo" e di confermare che "i valori e principi europei sono ancora una realtà. Sarebbe un fallimento strategico se la Ue sacrificasse l'allargamento per la situazione politica interna di uno Stato membro". Lo ha detto in un'intervista all'ANSA il Primo ministro della Macedonia del Nord, Zoran Zaev.

"Al momento, i negoziati con Macedonia del Nord e Albania sono fermi. Il problema - ha continuato Zaev - non è più solo politico, ma anche una questione morale per l'Unione. Per noi non c'è alternativa alla Ue, ma con tutto quanto sta accadendo nella Ue, in questo senso, l'integrità dell'Unione è messa alla prova". Zaev ha poi ricordato che al forum di Bled, in Slovenia, è stato lanciato un "chiaro messaggio, che non c'è futuro per l'Europa senza allargamento".

"La Bulgaria è in una situazione politica interna complicata.

Dopo due elezioni, ad aprile e a luglio, sfortunatamente non si è arrivati alla formazione di un governo. Va ora verso le terze elezioni a novembre e spero che i risultati portino alla creazione di un nuovo esecutivo", ha poi rimarcato il premier, rispondendo a una domanda sulla possibilità di superare il veto di Sofia contro Skopje. "Prima arriverà un governo politico meglio sarà. Ciò creerà le opportunità per discussioni per superare questa situazione. Mi auguro che l'Ue approvi quanto prima il quadro negoziale con Macedonia del Nord e Albania, è solo il primo passo, non la fine. Abbiamo una lunga strada davanti prima di diventare Stati membri".

Nel frattempo, Skopje continua a essere messa all'angolo dalla Ue, nonostante le riforme fatte e malgrado il cambio di nome del paese. La Macedonia del Nord "per la sua prospettiva europea ha fatto di tutto e di più e ha ricevuto in cambio niente e meno" di questo, ha risposto Zaev, citando "le parole del presidente sloveno Pahor a Bled. Non ci sono parole migliori per spiegare dove siamo ora, sfortunatamente. C'è una sensazione di amarezza, sì", ha poi ammesso, soprattutto perché "questi sono momenti difficili, in cui tutti dobbiamo guardare ai valori europei, quelli dei padri fondatori della Ue che parlavano di nazioni europee. E non c'è dubbio che macedoni e albanesi siano nazioni europee, che vivono nel cuore d'Europa. L'Ue deve ritornare a quei valori, ha bisogno più che mai" di leader e pensatori come "Schuman e Adenauer. E non deve aver paura di essere madre per tutti".

Nondimeno, il governo della Macedonia del Nord rimane "sullo stesso percorso strategico", quello dell'adesione. E "non molliamo", ha assicurato Zaev.

Senza una Ue forte nei Balcani, ci sono preoccupazioni per il potenziale ruolo destabilizzante di potenze esterne, come Cina e Russia. "Se la Ue non si allarga, qualcun altro proverà a farlo," ha ammonito infine Zaev. L'Unione "deve comprendere che l'allargamento ai Paesi dei Balcani occidentali non è una questione limitata a questo, ma un tema di politica estera e di posizionamento strategico della Ue" verso la regione. Per questo "andare avanti sull'allargamento è fondamentale per la credibilità della Ue. E per il futuro dell'Europa". (ANSA).

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