Liguria

Parco Portofino: Cingolani coglie sindaci di sorpresa

Allargamento dei confini è tema dibattuto da anni

La decisione del ministro Cingolani, che applicando una sentenza del Tar ha tracciato i nuovi confini del Parco di Portofino nella sua versione "nazionale", ha colto di sorpresa il territorio e soprattutto ha preso in contropiede gli amministratori dei comuni coinvolti.
    Cingolani infatti ha inserito oltre ai già presenti Santa Margherita Ligure, Portofino e Camogli, i limitrofi Recco, Avegno, Tribogna, Coreglia Ligure, Rapallo, Zoagli, Chiavari.
    "Come più volte manifestata con chiarezza e portata avanti nel tempo - dice il sindaco di Recco Carlo Gandolfo - la posizione dell'amministrazione comunale di Recco è di netta contrarietà all'allargamento dei confini del Parco di Portofino.
    Stiamo lavorando con Regione Liguria e con i sindaci dei territori coinvolti contrari all'estensione del parco per esprimere una linea univoca".
    Più prudente il collega di Rapallo Carlo Bagnasco: "È una tematica delicata che merita un approfondimento. A tal scopo ci stiamo confrontando con gli altri comuni coinvolti e abbiamo integrato il consiglio comunale di domani sera (30 luglio 2021) per discutere la pratica".
    Per Coreglia Ligure, comune a cavallo tra il Tigullio e la Fontanabuona, risponde l'ex sindaco e attuale assessore Elio Cuneo: "Noi siamo sempre stati favorevoli a entrare nel Parco di Portofino perché la consideriamo un'opportunità per contrastare l'abbandono e l'incuria e valorizzare alcune aree del territorio. Mi viene più facile pensare però a un'inclusione delle aree di crinale e collinari piuttosto che quelle più a valle e vicine alla Fontanabuona, ma se così non fosse saremmo comunque favore "Dopo oltre tre anni di silenzi e dopo oltre tre anni di totale inattività della Regione Liguria, che se n'è strafregata di ottemperare a una previsa legge e che non ha fatto nulla per informare correttamente sui benefici che porterà il 'parco nazionale', anzi disinformando e impedendo a chi voleva informare di informare, il Ministero non ha potuto far altro che applicare la legge come correttamente il TAR del Lazio ha sentenziato dando ragione ai cittadini che hanno fatto ricorso". Canta vittoria il giornalista e scrittore Marco Delpino, presidente dell' Associazione Amici del Monte di Portofino per l'azione del ministro Cingolani sui confini del Parco. "Il Tar aveva emesso la sentenza accogliendo il ricorso presentato dall'Associazione e dal presidente della onlus Vas, Verde ambiente e società - spiega in un post - e ora i nuovi confini sono stati definiti. Si tratta di una importante battaglia vinta, anche se i confini sembrano costituire un compromesso tra la vasta area che doveva includere parte della Fontanabuona. Ora hai voglia da parte degli amministratori regionali e dei loro "vassalli" locali piangere come le "vergini silenti" e gridare allo "scandalo" di fronte allo strapotere dello Stato, dopo che per tre anni e mezzo se ne sono fregati di una legge approvata dal Parlamento senza spiegare i vantaggi per la stragrande maggioranza dei cittadini. Regnanti, vassalli, valvassori e valvassini non possono far altro che leccarsi le ferite, guardarsi allo specchio e ammettere la sconfitta della loro arroganza".

Critico il governatore Toti. "Sui confini del Parco nazionale di Portofino ho una posizione laica: certo, mi lascia perplesso che un parco nazionale sia istituito per sentenza del Tar, credo sia un'ulteriore frontiera verso la follia che abbiamo vissuto in questo Paese". "Che sia un tribunale a decidere della vita e della tutela di popolazioni che non ha mai visto e di cui non conosce il parere, che ricordo essere contrario a questi confini - ha sottolineato - mi sembra una procedura partita male e che non finirà bene. Altra cosa è sedersi attorno a un tavolo: Portofino è un bene del Paese, abbiamo tutti l'esigenza di tutelarlo, di farci investimenti e di lasciarlo ai nostri figli migliore di come l'abbiamo trovato, a partire dal sindaco di Portofino, che è anche presidente del parco. Se ci sediamo attorno a un tavolo e ragioniamo di un parco che abbia una governance locale, fatta dai sindaci del territorio, che abbia dei confini condivisi dalla popolazione, non ho nulla in contrario. La strada è questa, non certo la sentenza del Tar".

   

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