Ericsson, il 5G corre veloce nonostante la disinformazione

Studio, in Italia 27% vuole passare a reti nuova generazione

Redazione ANSA MILANO

(ANSA) - MILANO, 12 MAG - Gli attuali utenti del 5G spendono in media anche due ore in più sul cloud gaming e un'ora in più sulle app di realtà aumentata a settimana, rispetto a chi usa il 4G. L'Italia fa registrare la percentuale europea più alta nel desiderio di dotarsi della rete di nuova generazione. Sono i dati dello studio di Ericsson 'Five Ways to Better 5G', risultato di un'indagine globale su come il 5G sta già cambiando le abitudini dei consumatori di 26 mercati, tra cui Italia, Stati Uniti, Cina, Corea del Sud e Regno Unito. Lo studio è rappresentativo di 1,3 miliardi di utenti smartphone, tra cui 220 milioni di abbonati 5G.
    In Italia sono stati intervistati 1.000 consumatori tra dicembre 2020 e febbraio 2021, di cui 215 utenti 5G.
    L'incertezza finanziaria e la campagna di disinformazione sul 5G hanno influito sulle intenzioni dei consumatori nostrani di passare al nuovo standard. A fine 2020, infatti, il 27% degli utenti italiani ha espresso la volontà di passare al 5G, un calo del 5% rispetto a quanto registrato nel 2019 (32%). L'Italia fa comunque registrare la percentuale europea più alta nel desiderio di dotarsi della rete di nuova generazione. Ad aprile, il 12% dei consumatori ha detto di voler passare al 5G entro il 2021. Lo studio di Ericsson ha individuato cinque aspetti che caratterizzano il 5G italiano. In primis, la necessità di colmare il gap in termini di conoscenza, senza il quale, il 23% in più di utenti smartphone avrebbe adottato il 5G entro la fine del 2020. In Italia il 17% di utenti ha diminuito l'uso del Wi-Fi dopo essere passati al 5G. In termini di soddisfazione, la copertura indoor è due volte più importante rispetto alla velocità e al consumo della batteria. Cresce la domanda di app e servizi ma il 71% vorrebbe app più innovative. Infine, gli italiani sarebbero disposti a pagare il 22% in più per avere abbonamenti 5G comprensivi di servizi digitali. (ANSA).
   

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