Fondazione Socialisti Ue fa causa a D'Alema, 'ci rimborsi'

Intentata causa giudiziaria contro l'ex presidente della Feps

Redazione ANSA

BRUXELLES - La Fondazione dei Socialisti europei "conferma" in una nota quanto pubblicato da La Repubblica a proposito di una causa in corso nei confronti dell'ex presidente della stessa fondazione, Massimo D'Alema per la restituzione di una somma che si aggirerebbe intorno a mezzo milione di euro. La Feps precisa che "l'azione legale non esclude la possibilità di trovare una risoluzione extragiudiziale del caso sotto forma di accordo di transazione (in base al quale l'ex presidente di Feps Massimo D'Alema rimborserebbe a Feps almeno quello che Feps dovrebbe rimborsare al Parlamento europeo), in conformità con le decisioni degli organi direttivi della Fondazione".
La nota precisa che "a seguito di un processo di revisione interna avvenuto nel 2019 all'indomani di un cambio di gestione, la Feps aveva riscontrato un'irregolarità in merito a un contratto per remunerare il suo ex presidente, Massimo D'Alema per gli anni dal 2013 al 2017".
"Il contratto - firmato dall'ex segretario, il generale Ernst Stetter, e dall'ex presidente Massimo D'Alema - non era mai stato presentato né convalidato né dall'Ufficio di presidenza della Feps né dall'Assemblea generale della Feps, come richiesto dalle disposizioni di legge e dalla legge belga. Questa irregolarità procedurale annulla di fatto il contratto".
La nota aggiunge che "nel gennaio 2020 l'Ufficio di presidenza Feps è stato debitamente informato" e che si è arrivati alla conclusione che "il contratto e i relativi pagamenti non potevano essere accettati, autorizzando quindi il presidente e il segretario generale, con il supporto di consulenti legali, ad avviare discussioni con D'Alema al fine di cercare una soluzione extragiudiziale per ottenere un rimborso delle somme pagate in esecuzione di tale contratto (almeno quanto la Feps dovrebbe restituire al Pe per ineleggibilità)".
La Feps scrive inoltre che "il 30 marzo 2021 è stata convocata un'assemblea generale straordinaria che ha indicato alla dirigenza di perseguire un'azione di responsabilità legale a tutela dell'interesse e dell'integrità della Feps, se non fosse stata adottata una soluzione stragiudiziale dall'ex presidente D'Alema" e che "ad oggi, nel pieno rispetto del mandato conferito dagli organi direttivi di Feps, e in assenza di un accordo formale da parte dell'ex presidente D'Alema", si è avviato "un procedimento giudiziario per garantirne la conformità alle norme applicabili e regolamenti".

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