Via libero definitivo alla direttiva Ue sul salario minimo

L'Italia non sarà tenuta a introdurre il regolamento

Redazione ANSA

BRUXELLES - "Il salario minimo nell'Ue dovrebbe garantire condizioni di vita e di lavoro dignitose e i Paesi Ue dovrebbero promuovere la contrattazione collettiva delle retribuzioni". Questa la richiesta nella nuova legislazione sui salari minimi adeguati nell'Ue, approvata in via definitiva dal Parlamento europeo con 505 voti a favore, 92 contrari e 44 astenuti. I Paesi Ue, come l'Italia, in cui il salario minimo gode già di protezione grazie ai contratti collettivi, non saranno tenuti a introdurlo o a rendere universalmente applicabili gli accordi già previsti.

La direttiva Ue sul Salario minimo, concordata a giugno con il Consiglio, intende migliorare le condizioni di vita e di lavoro di tutti i lavoratori dell'Ue e promuovere progressi in ambito economico e sociale. Il testo definisce inoltre i requisiti essenziali per l'adeguatezza dei salari minimi garantiti, come stabilito dalle leggi nazionali e/o dai contratti collettivi, migliorando così l'accesso effettivo dei lavoratori alla tutela garantita dal salario minimo. La nuova direttiva si applicherà a tutti i lavoratori dell'Ue con un contratto o un rapporto di lavoro e la definizione del salario minimo rimarrà di competenza dei singoli Stati membri. Il testo chiede inoltre che la contrattazione collettiva sia promossa e rafforzata sulla base delle nuove regole e che gli Stati membri in cui meno dell'80% dei lavoratori è interessato dalla contrattazione collettiva stabiliscano un piano d'azione per aumentare tale percentuale. Il testo infine introduce l'obbligo per i Paesi Ue di istituire un sistema di monitoraggio affidabile, nonché controlli e ispezioni sul campo, "per garantire conformità e contrastare i subappalti abusivi, il lavoro autonomo fittizio, gli straordinari non registrati o la maggiore intensità di lavoro".

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