Rapporto Eurocamera 'promuove' l'agenda di von der Leyen

Il 60% delle 'promesse' avanza. Ombre su immigrazione e Diritto

Redazione ANSA

BRUXELLES - Il Parlamento Europeo sostanzialmente promuove il lavoro della Commissione nel suo rapporto annuale che precede il dibattito sullo Stato dell'Unione, che si terrà la prossima settimana a Strasburgo con l'intervento della presidente Ursula von der Leyen alla plenaria. "Delle 521 iniziative prefigurate a inizio mandato, quasi due terzi (62%, 330) sono già state presentate e, nel caso delle proposte legislative, i colegislatori hanno iniziato a lavorare", recita il rapporto. Qualche ombra però resta e l'Eurocamera incalza, specie su temi come "l'immigrazione, lo stato di diritto, la riforma dei trattati, l'unione bancaria". Tra queste 330 iniziative, evidenzia il rapporto, "quasi la metà (48% o 160) sono già state adottate dal legislatore, nel caso di proposte legislative, o semplicemente dalla Commissione nel caso di iniziative non legislative".

"Questi numeri - sottolinea il documento - riflettono la situazione in cui si trova la Commissione, che presto entrerà nel quarto anno del suo mandato quinquennale, l'ultimo anno completo prima delle elezioni europee del 2024". Il Parlamento, insomma, nel fare le pulci all'esecutivo ha passato al setaccio quanto realmente è stato portato avanti rispetto alle promesse avanzate dalla presidente Ursula von der Leyen che, al suo insediamento, aveva illustrato sei obiettivi programmatici: il Green Deal, l'Europa digitale, l'economia solidale, l'Europa geopolitica, la promozione dei valori europei e infine il rafforzamento della democrazia all'interno dei confini dell'Unione.

Ebbene. In generale il Parlamento Europeo stima che "i progressi proporzionali sono rimasti stabili rispetto alla valutazione precedente, il che è notevole se si considerano le due grandi crisi (la pandemia e la guerra in Ucraina e le loro molteplici conseguenze) che l'Unione Europea ha affrontato dal 2020". Entrando nello specifico, il Green Deal europeo "è al primo posto per numero di iniziative previste" (125) ma l'esecutivo europeo ne ha presentate al momento "solo poco più della metà" (ovvero il 55%). Risultato: meno di un quarto del totale "è stato finora adottato dai colegislatori (23%)". L'economia solidale è al secondo posto (99 misure), ma questa volta con più iniziative presentate (77%) e un terzo di esse adottate (34%). L'Europa digitale conta 78 iniziative in programma, di cui il 60% già presentate (47) e 18 già adottate (23%).

L'Europa geopolitica, complice evidentemente la crisi ucraina, corre veloce con la maggior parte delle misure - più di quattro iniziative su cinque (85%) - già state presentate. E tre su cinque sono state adottate. In questo capitolo rientrano gli aiuti militari a Kiev, l'accelerazione sul processo di allargamento, la resilienza energetica (il RePowerEu ad esempio) o la nuova spinta a trattati commerciali internazionali. Per le altre priorità secondo l'Eurocamera "resta ancora molto lavoro da fare". Al di là dei numeri e delle percentuali, il rapporto evidenzia ad esempio come "non siano stati compiuti progressi degni di nota" su alcune proposte legislative incluse nel patto sulla migrazione e l'asilo, ad eccezione del regolamento sull'Agenzia europea per l'asilo, già adottato nel dicembre 2021, e i mandati negoziali sui regolamenti screening ed Eurodac, elementi principali della prima fase della riforma".

Per quanto riguarda i risultati sulla Conferenza del Futuro dell'Europa, che dovrebbe portare alla riforma dei trattati, il rapporto reputa che "i prossimi mesi saranno cruciali per capire la direzione che le istituzioni europee decideranno di prendere: impegnarsi in un processo di riforma ampio e profondo, oppure agire sulle raccomandazioni con proposte individuali". Infine faro acceso sulle violazioni allo Stato di diritto in Ungheria e Polonia - la Commissione "deve ancora valutare" se la legge recentemente adottata da Varsavia che ha sciolto la Camera disciplinare per i magistrati "soddisfi effettivamente le raccomandazioni" - e il completamento dell'Unione Bancaria: qui le proposte sono "in corso di negoziazione".

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