Sanofi, il futuro dei vaccini è il partenariato pubblico-privato

Astra Zeneca, dispiaciuti da causa Ue, ma no rimpianti

Redazione ANSA

BRUXELLES - "Sulla questione dei brevetti la situazione rimane problematica, ogni anno vi sono enormi quantità di molecole scoperte negli Usa di gran lunga superiori in qualità a quelle scoperte in Europa, servono finanziamenti e partenariati pubblico-privato che aumentino fondi e raggio d'azione, non la sospensione dei brevetti". Così Thomas Triomphe, vicepresidente esecutivo di Vaccines, Sanofi, durante la sua audizione alla commissione Covid del Parlamento europeo. "L'idea di un Trattato sulle pandemie tra privati e istituzioni di cui ha discusso l'Eurocamera è un'idea interessante se è pensata per essere alla base di un'azione volta a promuovere ecosistemi flessibili per la ricerca", ha concluso Triomphe.

"Astra Zeneca continua a dispiacersi della decisione da parte della Commissione Ue di iniziare l'iter giudiziario contro di noi nel momento in cui stavamo facendo del nostro meglio per fornire dosi non solo all'Europa ma a tutto il mondo". Così la vicepresidente di Astra Zeneca, Iskra Reic, durante la sua audizione al Parlamento europeo. "Da inizio pandemia Astra Zeneca ha deciso di garantire un accesso equo a tappeto in tutto il mondo e a causa di certi fornitori si sono accumulati alcuni ritardi, come quello in Europa", ha spiegato la rappresentate della casa farmaceutica.

"Tuttavia, stando agli studi, Astra Zeneca ha salvato sei milioni di vite nel primo anno della pandemia e prodotto 3 miliardi di dosi inviate a 180 Paesi, di cui la metà Paesi a basso redito. Abbiamo contribuito inoltre in maniera significativa al programma Covax con 473 milioni di dosi. Davanti a questi risultati posso dire che non abbiamo rimpianti, se lo dovessimo rifare lo rifaremmo", ha concluso Reic.

"A inizio pandemia abbiamo fatto un annuncio pubblico sul fatto che non avremmo iniziato alcuna azione sui brevetti del nostro vaccino perché ritenevamo di non dover in alcun modo rallentare la produzione di vaccini, ma oggi a fine agosto 2022, ora che c'è più offerta che domanda abbiamo ritenuto che fosse tempo di chiedere a Pfizer BioNTech di compensarci l'uso della nostra l'invenzione". Così l'amministratore delegato di Moderna, Stephane Bancel, durante la sua audizione.

"Vorrei sottolineare che non chiederemo nessun ritiro di vaccino dal mercato né ci rifaremo di alcune royalties per vaccini venduti a Paesi a basso reddito", ha specificato Bancel. "Ciò che abbiamo fatto ha dell'incredibile, nel 2019 abbiamo prodotto 100.000 dosi di vaccini, nel 2021 800 milioni di dosi", ha commentato l'amministratore. "E' importante capire che tutto questo è accaduto grazie agli investimenti, se 10 anni prima della pandemia ci fosse stata una sospensione ai brevetti oggi non ci sarebbero state Moderna o Astra Zeneca, sospendere i brevetti oggi significa uccidere la possibilità di avere vaccini per le prossime pandemie", ha concluso Bancel.

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