Parlamento europeo tornerà a votare su riforma Ets il 22-23 giugno

La decisione, presa a maggioranza, sarà formalizzata domani

Redazione ANSA
BRUXELLES - L'Europarlamento voterà ancora sulla riforma dell'Ets - nonchè sul fondo sociale per il clima e il "dazio" climatico (Cbam) - nella prossima plenaria a Bruxelles, in programma il 22 e 23 giugno. Lo hanno deciso a maggioranza i coordinatori dei gruppi politici della commissione Ambiente. Domani la decisione sarà messa ai voti in commissione. Sarà possibile presentare nuovi emendamenti. Nel frattempo i gruppi politici cercheranno di trovare compromessi per evitare il ripetersi di quanto accaduto nella plenaria di Strasburgo mercoledì scorso, con la bocciatura della riforma.
Secondo il percorso messo a punto oggi non ci sarà nessun nuovo esame del testo in commissione, contrariamente a quanto era emerso mercoledì scorso.dopo la debacle in aula. Qualsiasi gruppo potrà comunque ripresentare gli emendamenti che vuole in plenaria. Il clima politico sul dossier, nonostante i segnali di pace giunti oggi, resta comunque dominato dall'incertezza. La decisione di tornare a votare direttamente in aula è infatta stata presa da una maggioranza di centro-destra formata da Ppe, Renew, Ecr e Id. Verdi e S&D si sono invece espressi in favore di un nuovo passaggio in commissione prima del voto finale.
"Contro la volontà dei socialdemocratici e dei verdi, il comitato ambientale non si occuperà più del mercato della CO2, sarà il caos", ha twittato l'eurodeputato Michal Bloss (Verdi europei, Germania). Ma secondo altre fonti parlamentari difficilmente la riforma potrebbe naufragare come accaduto a Strasburgo quando gli S&D votarono contro nella tornata finale perché non era passato il compromesso con Renew sulla fine delle quote gratuite nel sistema Ets ed era invece stata approvata la posizione del Ppe.
Gli equilibri politici sono cambiati, dicono le fonti vicine al dossier. Nei prossimi giorni il Ppe dovrebbe fare qualche passo verso la posizione degli S&D che, da parte loro, sono consapevoli che un nuovo rigetto della riforma dell'Ets e dei testi ad essa collegati porterebbe all'impossibilità per l'Europarlamento di avere una posizione sul tema in prima lettura e quindi di giocare d'anticipo sul Consiglio avendo una maggiore forza negoziale.
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