Lagarde, Bce determinata ad assicurare stabilità prezzi

'Aumentati rischi inflazione, al 2% entro 2023'. Segui la diretta

Redazione ANSA

BRUXELLES - "Negli ultimi vent'anni la Bce ha assicurato la stabilità dei prezzi, con un tasso di inflazione medio dell'1,7 per cento dall'inizio del 1999. Siamo determinati a continuare a farlo". Lo ha detto la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, nel corso di un'audizione alla commissione per gli Affari economici del Parlamento europeo.

"Rispetto alle nostre aspettative in dicembre i rischi sulle prospettive inflazionistiche aumentano", ha spiegato Lagarde, aggiungendo che, secondo gli indicatori di lungo periodo, "l'inflazione tornerà al 2% entro il 2023 e dovrebbe restare attorno a questa quota successivamente". "La prospettiva per l'inflazione è incerta, è probabile rimanga elevata più a lungo di quanto atteso precedentemente, ma che declini nel corso di quest'anno",  "i prezzi dell'energia continuano ad essere la principale causa dell'elevato tasso di inflazione", ha concluso.

Secondo la presidente della Bce, "l'impatto economico dell'attuale ondata pandemica sembra essere meno dannoso delle precedenti. Inoltre le strozzature" nelle forniture "persisteranno ancora un po' ma ci sono segnali che potrebbero cominciare a diminuire. Ciò permetterà all'economia di riprendersi con forza entro la fine dell'anno". Lagarde ha infatti ricordato come dati recenti confermino che la crescita trimestrale sia rallentata allo 0,3 per cento nell'ultimo trimestre del 2021, il che avrebbe comunque consentito al Pil di riprendersi al livello pre-pandemia. "Il moderato slancio della crescita è il risultato principalmente della rapida diffusione della variante Omicron", ha spiegato sottolineando che, se da un lato le incertezze legate alla pandemia "sono leggermente diminuite, dall'altro "le tensioni geopolitiche sono aumentate e i costi dell'energia persistentemente elevati potrebbero esercitare un freno più forte del previsto su consumi e investimenti".

Per quanto riguarda i tassi Lagarde assicura che non si verificherà un aumento prima del termine degli acquisti netti della Bce di asset, sottolineando che "ci sono tre condizioni che dovranno essere soddisfatte" prima che vi sia "sufficiente fiducia" che "un'inclinazione del nostro tasso di riferimento sia appropriata. Tutte e tre le condizioni sono intese come salvaguardie contro un aumento prematuro dei tassi di interesse". "Qualsiasi adeguamento alla nostra politica sarà graduale".

"A marzo le proiezioni degli esperti della Bce forniranno una valutazione aggiornata, tenendo conto dei dati più recenti" e ciò "aiuterà il Consiglio direttivo a valutare meglio le implicazioni delle cifre sorprendentemente elevate sull'inflazione di dicembre e gennaio per le prospettive a medio termine", ha detto Lagarde. "I rischi sull'inflazione sono proiettati verso l'alto nel breve termine. I numeri di dicembre e gennaio che sono stati sorprendentemente alti per tutti vanno presi per indicare la strada a medio termine. L'inflazione nelle circostanze attuali può avere un effetto duplice. Per più del 50% l'inflazione è spinta dai prezzi dell'energia, dove ci sono strozzature molto importanti. Quindi da un lato ci può essere una spinta dei prezzi verso l'alto ma dall'altro ci può essere di contenimento sui consumi e gli investimenti", ha spiegato.

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