Inflazione e tassi pesano su prospettive ripresa Ue

Audizioni Lagarde, Gentiloni e Dombrovskis all'Europarlamento

Redazione ANSA

BRUXELLES - "Negli ultimi vent'anni la Bce ha assicurato la stabilità dei prezzi, con un tasso di inflazione medio dell'1,7 per cento dall'inizio del 1999. Siamo determinati a continuare a farlo". Lo dice la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, nel corso di un'audizione alla commissione per gli Affari economici del Parlamento europeo.

"Rispetto alle nostre aspettative in dicembre i rischi sulle prospettive inflazionistiche aumentano". Lo afferma la presidente della Bce Christine Lagarde in audizione alla commissione Affari Economici e Monetari al Parlamento europeo. Secondo gli indicatori di lungo periodo "l'inflazione tornerà al 2% entro il 2023 e dovrebbe restare attorno a questa quota successivamente", afferma Lagarde.

"Visto il livello elevato di incertezza" del contesto economico, "la politica di bilancio" dei governi europei "dovrebbe essere moderatamente di sostegno nel corso dell'anno, è importante che il sostegno sia ben mirato e non si traduca in un onere permanente per le finanze pubbliche". Lo ha detto il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, nel corso di un'audizione alla commissione per gli Affari economici del Parlamento europeo insieme al commissario per l'Economia, Paolo Gentiloni. La sostenibilità del debito rimane ai primi posti nell'agenda della Commissione europea, ha detto Dombrovskis. Chiaramente gli Stati membri emergeranno" dalla crisi "con livelli di debito più elevati, quindi dovremo garantire che le regole di bilancio assicurino percorsi di riduzione del debito credibili e realistici", ha ribadito.

Le politiche di bilancio degli Stati membri "dovrebbero anche tenere conto dei rischi per la sostenibilità di bilancio", ha evidenziato Dombrovksis, che è anche tornato a ricordare che per l'Italia - e in misura minore per Lettonia e Lituania - Bruxelles ha fornito una "nota di cautela sulla rapida crescita della spesa corrente". Per l'Italia - insieme a Belgio, Francia, Grecia, e Spagna -, "abbiamo sottolineato che è importante mantenere finanze pubbliche sostenibili dato il loro alto livello di indebitamento", ha aggiunto il vicepresidente Ue.

"La situazione economica nel breve periodo è un po' meno positiva per la diffusione della variante Omicron, per le strozzature di alcune forniture e per l'aumento dei prezzi dell'energia. C'è un'elevata incertezza ma le previsioni di medio termine continuano ad essere positive nonostante abbiano perso un po' di slancio. Nel 2022 l'economia Ue continuerà la ripresa dalla crisi del Covid", ha Gentiloni aggiungendo che "un ritiro prematuro" delle politiche di "sostegno potrebbe indebolire la forza della ripresa, bisogna portare avanti delle politiche che creino una ripresa solida". Secondo Gentiloni le politiche di sostegno, nei prossimi mesi, devono essere finalizzate ad agevolare "transizione ecologica e digitale" e "crescita inclusiva".

Secondo Gentiloni inoltre"la relazione tra debito e investimenti sarà il fulcro delle discussioni dei prossimi mesi. Risanare il debito ed aumentare gli investimenti pubblici per la transizione non è un ossimoro. Bisogna lavorare per allargare il consenso affinché questi due obiettivi siano conseguiti". Il deficit aggregato dell'eurozona "dovrebbe calare nettamente - ha avvisato il commmissario europeo -, passando dal 7,1% dello scorso anno al 3,9% del 2022 e al 2,4% nel prossimo anno". "Allo stesso tempo il debito pubblico dell'eurozona dovrebbe avere raggiunto il picco del 100% nel 2021 per declinare abbastanza lentamente al 97% entro il 2023", ha aggiunto Gentiloni.

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