Johansson, nel 2020 respinte 2/3 richieste asilo

Grandi (Onu), stop a mercanteggiamento paesi Ue

Redazione ANSA

BRUXELLES - "Sveltire il processo di richiesta di asilo" e "garantire rimpatri rapidi a chi non ha le carte in regola": questi i punti chiave sottolineati dalla commissaria Ue agli interni Ylva Johansson nel discutere il nuovo patto su migrazione e asilo con la commissione sulle Libertà civili del Parlamento europeo.

"Lo scorso anno oltre due terzi delle richieste d'asilo sono state respinte", ha precisato Johansson proponendo di "stabilire standard europei per gli screening dei migranti all'arrivo per fare in modo che tutti i dati finiscano sul sistema comune Eurodac.

"Nel 2019 mezzo milione di persone hanno ricevuto una decisione di rimpatrio - ha aggiunto Johansson -, ma solo un terzo sono stati effettivamente rimandati nel paesi d'origine. Oggi in molti Stati membri le persone passano anni nell'incertezza, per far si che queste persone non ricevano una decisione di rimpatrio dopo aver già imparato la lingua o mandato i bambini a scuola è fondamentale ridurre i tempi di decisione".

"E' necessario decidere in maniera nuova su quali Stati membri saranno responsabili della gestione delle richieste di asilo", ha dichiarato la commissaria europea, spiegando che nella proposta elaborata dalla Commissione "non sarà responsabile solo il paese di prima entrata ma alcune richieste potranno essere distribuite ad altri Stati membri nel caso vi sia una connessione".

"Sui salvataggi e parlo come cittadino europeo, noi non possiamo accettare che ci siano dei morti in mare nelle acque europee di persone che cercano di raggiungere l'Europa, ci deve essere un meccanismo più robusto, sovranazionale di ricerca e soccorso in mare". Lo ha detto l'Alto commissario Onu per i rifugiati, Filippo Grandi, intervenendo al Parlamento europeo.

"Per ora il gap viene riempito da molte ong, ma ci deve essere un coinvolgimento più forte degli Stati membri - ha aggiunto -, e poi ci deve essere un approccio prevedibile agli sbarchi". Grandi è consocio della discussione in corso sul meccanismo ad hoc, ma chiede però che si ponga fine alla "tragedia che si verifica su ogni negoziati" sui "mercanteggiamenti" tra chi prende migranti e chi no.

"Finisca questo miserevole spettacolo dei leader europei che negoziano sulle vite delle povere persone", aggiunge e ciò "può essere superato "se c'è un sistema consolidato ed efficace di rientri per coloro che non hanno titolo all'asilo".

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