Fumetti: vicoli di Genova e ruelles di Montréal in mostra

Tavole di 24 autori a Palazzo Ducale

Redazione ANSA GENOVA

GENOVA - Le tavole di fumetti realizzate da 24 autori originari dell'Italia e del Quebec sul tema della 'rappresentazione dello spazio urbano' saranno protagoniste della mostra 'Vicoli e Ruelles' in programma a Genova a Palazzo Ducale da domani al 20 marzo. La rassegna, allestita nella 'Sala Liguria', avrà anche un 'momento canadese' all'Istituto Italiano di Cultura di Montréal dal 28 aprile al 31 maggio grazie a una collaborazione tra la Fondazione per la Cultura di Palazzo Ducale, il Festival BD de Montréal e il Centro Interdipartimentale sulle Arti Visive dell'Università di Genova.
    Presenti all'anteprima stampa la direttrice di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura Serena Bertolucci, l'assessore comunale alle Politiche culturali Barbara Grosso, il prorettore dell'Università di Genova Nicoletta Dacrema e i curatori della mostra Anna Giaufret e Ferruccio Giromini.
    Montréal, anche grazie al suo Festival BD che nel maggio 2021 ha festeggiato i dieci anni di attività, è una capitale del fumetto nordamericano. 'Vicoli e Ruelles' nasce dal desiderio di mettere a confronto le modalità di rappresentazione degli spazi urbani tra Italia e Canada. Sebbene si tratti di spazi europei e nordamericani, vi si può identificare una tangenza nella presenza di vicoli e di ruelles, ovvero spazi urbani ristretti, intimi, protetti, che possono facilmente diventare metafora dell'interiorità e delle relazioni. Per Genova, i vicoli sono l'essenza del centro storico medievale, il nucleo centrale della città.
    Le 'ruelles' di Montréal sono viuzze che scorrono sul retro delle case a tre piani, sulle quali si affacciano i giardini.
    Sono vie 'abusive' in quanto non hanno una numerazione, ma accolgono forme di vita solidale, locandine, incontri. "E' un frutto dell'importante collaborazione siglata da Palazzo Ducale con l'Università di Genova, vogliamo intensificare la sua presenza - sottolinea Bertolucci -. Questo non è uno spazio da riempire, ma è una fondazione che fa cultura, questa mostra ci permette di fare ulteriore strada per la cultura". (ANSA).
   

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