Al Ducale di Genova la luce e l'incanto di Monet

Con la 'complicità' del Musée Marmottan-Monet di Parigi

di Chiara Carenini GENOVA

GENOVA - La luce e il colore come essenza stessa della primavera, simbolo di rinascita e quindi di ritorno alla vita. La mostra organizzata nella Sala del Munizioniere di Palazzo Ducale di Genova e intitolata 'Monet. Capolavori dal Musée Marmottan Monet di Parigi' è tutto questo: un inno alla vita e alla rinascita in un momento in cui l'arte sta riprendendosi il tempo rubato dalla pandemia. Oltre 40 capolavori del capostipite dell'Impressionismo, tra cui le ormai celebri Ninfee, l'opera che durante il lockdown venne esposta proprio al Ducale che consentì la visita a una persona per volta e per 5 minuti. E poi Le Rose, le Emerocallidi, Il ponte giapponese, il Giardino di Givérny.

Nella teca, la tavolozza usata da Monet quando dipingeva en plein air, gli occhiali verdi, tondi, piccoli. Poco più in là i riflessi cangianti del Tamigi che scorre sotto il Parlamento di Londra e la potenza ispiratrice del Giardino di Givérny. E i punti di vista che cambiano la luce e esaltano colori impalpabili, le diverse ore del giorno che modificano e decodificano le ombre, i punti di fuga. La mostra allestita al Ducale è avvolgente: basti, per tutto, la sala multimediale, un ingrediente segreto che alla fine del percorso stupisce, emoziona, coinvolge. Perché va bene ammirare ogni piccola sfumatura del grande impressionista, ma trovarcisi dentro, immersi nello stagno delle ninfee che diventa prato, che diventa ponte giapponese, e poi rose, e poi iris e poi tutte queste cose insieme è tutta un'altra storia. La mostra, che apre domani e che rimarrà aperta fino al 22 maggio, è anche un omaggio al ricordo del viaggio che lo stesso Monet fece, quasi 140 anni fa, a Genova. Un viaggio alla ricerca di quella luce speciale che solo le città di mare battute dal vento hanno. Una luce diversa.

L'allestimento è stato diviso in sette sezioni: Il giardino di Monet, l'arrivo dell'artista a Givérny e in quel giardino che diventò pura ispirazione, La sezione dedicata al Musée Marmottan, dall'Impero all'Impressionismo, En plein air, La Luce Impressionista, Da Londra al giardino: nuove prospettive, Le grandi decorazioni, Monet e l'astrazione e infine Le rose, l'ultimo omaggio del grande maestro alla bellezza, alla potenza e alla fragilità della natura.

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