Nature morte e oltre, il fascino di Fede Galizia

Al Castello del Buonconsiglio di Trento la prima monografica

Redazione ANSA ROMA

(di Luciano Fioramonti) (ANSA) - ROMA, 24 APR - Le nature morte affascinanti, la cura maniacale nel rendere tessuti e colori appresa lavorando per anni con il padre miniaturista e incisore, l' attenzione al dettaglio come le finestre riflesse nelle lenti tonde degli occhiali tenuti in una mano dallo storico Paolo Morigia, ritratto tra il 1592 e il 1595. Abbraccia l' intero spettro di temi della produzione pittorica di Fede Galizia la prima mostra monografica, a cura di Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa, dedicata fino al 25 ottobre al Castello del Buonconsiglio di Trento all' artista che tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento seppe crearsi spazio e fama nella cerchia della grande committenza tanto che alcuni suoi dipinti furono richiesti dalla corte di Rodolfo II d' Asburgo grazie alla mediazione di Giuseppe Arcimboldi. Con Sofonisba Anguissola e Artemisia Gentileschi la pittrice di origine trentina - non è chiaro se sia nata a Trento o a Milano, dove il padre Nunzio si trasferì verso la metà del 1570 - si pone tra le poche artiste in grado di lasciare il segno nel mondo dell' arte dell' epoca. Il suo nome di battesimo, segno chiaro di scelta di campo nell' 'Europa della Controriforma, spicca sulla lama dell' arma usata da Giuditta per decapitare Oloferne, in una delle sue opere più famose, del 1596, che arriva dal Riesling Museum of Art di Sarasota. Fede Galizia morì di peste a Milano nel 1630. Gli studi novecenteschi, soprattutto italiani ma non solo, hanno dato risalto particolare alla sua attività come autrice di nature morte, alle origini del genere di cui Caravaggio fu maestro straordinario. La mostra, aperta finalmente dopo i rinvii causati dall' emergenza Covid, è l' occasione per celebrare la ''mirabile pittoressa'' e rileggere il suo percorso attraverso i ritratti, richiesti in sedi importanti a Napoli come a Montecarlo. Nel selezionare le opere e mettendole a confronto con quelle di altri importanti autori dell' epoca, i curatori hanno puntato a chiarire perche Galizia piacesse tanto, quali furono le ragioni del suo successo e quanto abbia influito il suo essere donna. Dipinti, disegni, incisioni, medaglie e libri antichi… Tra i circa ottanta lavori esposti, oltre a quelli di Fede Galizia, Plautilla Nelli, Sofonisba Anguissola, Lavinia Fontana e Barbara Longhi, figurano quelli di Arcimboldi, Bartholomeus Spranger, Giovanni Ambrogio Figino, Jan Brueghel e Daniele Crespi, provenienti dai più importanti musei italiani, come la Pinacoteca di Brera e il Castello Sforzesco di Milano, gli Uffizi di Firenze, l'Accademia Carrara di Bergamo, Palazzo Rosso di Genova, la Fondazione Cini di Venezia, la Galleria Borghese di Roma, oltre ad alcuni prestiti internazionali - dal Muzeum Narodowe di Varsavia, dal Ringling Museum of Art di Sarasota, dal Palacio Real de la Granja di San Ildefonso - e da collezionisti privati. (ANSA).
   

 RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA
Modifica consenso Cookie