Shopping tourism, previsti 2 milioni di arrivi nel 2023

1.300 botteghe, 26 outlet e 80 vie per gli acquisti in Italia

di Ida Bini BOLOGNA

BOLOGNA - Sono molto incoraggianti i numeri legati allo shopping tourism, settore in ripresa anche nel nostro Paese e che coinvolge il mondo degli acquisti e l'offerta turistica delle città. Allo Shopping Tourism - il forum italiano di Bologna, tappa conclusiva del forum dopo Ancona e Venezia, sono stati presentati i primi dati di Shopping Tourism Italian Monitor dalla società di ricerca Risposte Turismo, che stima in oltre due milioni i turisti dello shopping nel 2023, superando così i numeri del 2019, anno record del turismo italiano.
    «Superare la soglia dei 2 milioni di shopping tourist», ha dichiarato Francesco di Cesare, presidente della società Risposte Turismo «sarebbe un risultato che ribadirebbe l'esistenza di una porzione significativa di domanda turistica che ha nello shopping la motivazione prevalente della propria vacanza e su cui sarebbe opportuno attivare un programma di impegno per aumentare il posizionamento dell'Italia come destinazione».
    Va segnalato che nella stima sugli shopping tourist per il 2023 non sono stati compresi gli escursionisti, cioè coloro che non pernottano e tutti quelli, assai più numerosi, che pur non considerando lo shopping la motivazione unica o principale del viaggio, svolgono comunque tale attività durante la propria vacanza.
    Al forum è stata presentata anche la mappa dei luoghi dove fare acquisti: nella top ten delle città italiane più turistiche - Bologna, Ferrara, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Padova, Parma, Roma e Verona - sono presenti più di 1.300 botteghe storiche, oltre 80 vie dello shopping, 26 outlet e più di 60 grandi magazzini. Sempre dal forum di Bologna è emersa l'importanza dell'enogastronomia, che attira i turisti ad acquistare i prodotti simbolo del nostro territorio. «I dati dello Shopping Tourism Italian Monitor hanno acceso dal 2016 i riflettori sul ruolo economico e sociale ben significativo di quella cifra di 2 milioni di shopping tourist raggiunta in Italia nel 2019», ha commentato Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio Imprese per l'Italia «A questi turisti, sempre pre-pandemia, se ne aggiungono almeno altri 38 milioni che, durante il viaggio in Italia, vivono una o più volte l'esperienza dello shopping di prodotti enogastronomici, un potenziale enorme per il commercio nel nostro Paese».
    Secondo i dati emersi nel nostro Paese c'è un'offerta variegata e di qualità per i turisti desiderosi di trascorrere una vacanza all'insegna dello shopping e per tutti coloro che, nelle loro vacanze, non rinunciano agli acquisti. L'alto numero di botteghe dimostra l'esistenza di un consistente patrimonio artistico e artigianale nazionale da valorizzare ancor meglio in chiave turistica. Il 40-42% di chi fa acquisti nei negozi, infatti, è un turista.
    Sono presenti sul territorio nazionale anche oltre 80 vie dello shopping, tra cui via Montenapoleone a Milano, via dei Condotti a Roma, calle Larga XXII Marzo a Venezia, via Tornabuoni a Firenze e via dei Mille a Napoli. Interessanti anche i numeri che riguardano gli outlet: in Italia sono presenti 26 strutture per un totale di 725mila metri quadrati di aree commerciali, con una stima di crescita nei prossimi due anni grazie all'apertura di Roma Outlet Village, del Designer Outlet Sardegna e di altre 5 strutture. Più di 60 sono i grandi magazzini, oltre 270mila metri quadrati, con la realizzazione di futuri interventi negli aeroporti di Roma e Milano e nelle stazioni di Milano, Roma e Napoli.
    Da altre due indagini di Risposte Turismo emerge che a livello europeo l'Italia è al secondo posto dietro al Regno Unito per numero di strutture outlet (13% sul totale) e che tra i fattori che influenzano maggiormente nella scelta della destinazione di viaggio spiccano, dopo sconti, saldi e promozioni (per il 67%), la vicinanza ai luoghi da visitare (38%), la presenza di produzioni tipiche o uniche (34%) l'offerta commerciale della destinazione (31%) e i servizi a disposizione come i trasporti ma anche le app dedicate e le mappe (26%). Per chi fa degli acquisti il motivo del proprio viaggio i negozi del centro storico e le vie dello shopping sono i luoghi di acquisto preferiti (61%), seguiti dai centri commerciali (49%) e dagli outlet (41%). E' interessante segnalare che, al di fuori di chi viaggia solo per fare shopping, per tre turisti su cinque gli acquisti avvengano nelle stazioni e negli aeroporti. «Attrarre e soddisfare i turisti dello shopping è il risultato della capacità di comporre e promuovere un'offerta articolata e composita» ha proseguito Francesco di Cesare, presidente della società Risposte Turismo «che innanzitutto deve manifestarsi attraverso diverse alternative di luoghi dove effettuare i propri acquisti, e poi completarsi con una serie di servizi - dal tax free ai personal shopper alle spedizioni fino alle informazioni e alla mobilità - che i turisti chiedono con sempre più frequenza. Puntare su questo fenomeno, dunque, non può essere un residuale impegno contando solo sulla disponibilità di prodotti e negozi, ma deve coincidere con un chiaro piano strategico». E a questo proposito si inserisce il concetto di turismo esperienziale che sta diventando sempre più predominante: «Bisogna dare una esperienza più che un luogo per attrarre un turista» ha commentato Alberto Corti, responsabile Settore Turismo di Confcommercio. «E' importante mettere in relazione le diverse componenti del turismo, del commercio e dei servizi dimostrando che insieme si può produrre economia e reddito», ha concluso. (ANSA).
   

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