Dante "influencer" per attrarre i turisti in Italia

100 città citate nella Commedia, turismo colto e sostenibile

di Cinzia Conti ROMA

C'è un influencer insospettabile che potrebbe convincere schiere di turisti a visitare l'Italia. E non solo Roma, Venezia e Firenze. A parlare non sono le sue foto o i suoi selfie, ma un'opera monumentale come la Divina Commedia che di storie ne ha più di qualsiasi vip e di città del Paese "dove 'l sì suona" ne cita e ne nomina più di 100. Dalla cerchia alpina alla punta estrema della Sicilia, da Firenze al Monferrato, da Montaperti a Verona, da Siena a Roma, Ravenna, Brindisi. E poi anche Assisi, Gubbio.
    A fare la fotografia di questa ricchezza immensa che l'Italia si prepara a sfruttare e ad estendere ad altri personaggi (da Leonardo a Raffaello) è l'incontro "L'Italia di Dante. Viaggio nel paese della bellezza" a Palazzo Firenze a cui hanno partecipato, oltre al padrone di casa, il presidente della Società Dante Alighieri Andrea Riccardi, anche il ministro del Turismo Massimo Garavaglia, l'amministratrice delegata dell'Enit Roberta Garibaldi e il presidente Giorgio Palmucci, illuminati dalla sapienza dantesca di Giulio Ferroni, docente emerito de La Sapienza. "Le parole di Dante conquistano perché rendono viva e tangibile la bellezza del nostro Paese.. Sono tantissimi gli itinerari che si possono creare partendo dalla Commedia" dice Ferroni che per il progetto "Italia di Dante", sezione della piattaforma Dante Global che la Società Dante Alighieri ha dedicato al Sommo Poeta nel 2021, celebrazione del settecentesimo anno dalla morte di Dante, si è trasformato anche in un fumetto. E proprio tra l'Agenzia nazionale del turismo e la Società Dante Alighieri è stato firmato un protocollo che permetterà di mettere a frutto queste importanti risorse.
    "Il tema vero - dice il ministro Garavaglia - è che in pochi mesi è cambiato il mondo, ma in questo mare in tempesta noi abbiamo dei fondamentali pazzeschi, che nessun altro Paese ha.
    La nave Italia ne sta uscendo "molto bene". Ma questo non è buon motivo per non organizzarsi. Ma devo dire che da quello che abbiamo detto oggi su Dante e i suoi luoghi, si riuscirà a far fare veramente un salto al nostro Paese". Il ministro, dopo aver detto che tra poco in Italia si riparlerà di overtourism, cita una frase di Ferroni sul fatto che "non bisogna consumare i luoghi". "E' verissimo - dice - ma abbiamo anche una responsabilità immensa. Dobbiamo mettere a reddito il nostro patrimonio, renderlo fruibile, farlo crescere ma senza consumarlo e rovinarlo. Questo ci consentirà di arrivare primi". Tutto secondo il ministro sta nel far conoscere queste chiavi di lettura: "Ogni paese merita una visita, inoltre abbiamo un clima che ci aiuta". Su tema della destagionalizzazione insiste anche il presidente dell'Enit Giorgio Palmucci: "Parliamo proprio di turismi (ne abbiamo davvero tanti tipi possibili nel nostro Paese) e proprio di stagionalizzazione (non destagionalizzazione). Abbiamo un clima fantastico che ci permette di accogliere i turisti 365 giorni l'anno".
    "Più dell'80% degli intervistati pensa che un grande personaggio, come Dante, Leonardo o Raffaello, possa essere alla base di un viaggio. E così i suoi luoghi e quelli citati nelle sue opere" dice l'amministratrice delegata dell'Enit Roberta Garibaldi aggiungendo anche come questi turisti spendono di più della media e passano anche più tempo nelle città scelte.
    "Noi in Italia abbiamo un'identità bella, siamo alle radici del nostro turismo che è per sua natura relazionale e aperto all'internazionale. Crea relazioni tra italiani e con gli altri popoli. E Dante ne è il grande protagonista" dice il presidente Riccardi sottolineando come i turisti vengano in Italia non solo per il patrimonio ma anche per la gente che abita il nostro Paese, il nostro cibo, il nostro stile di vita e la nostra lingua.    

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