Franceschini, l'Italia in campo per l'arte in Ucraina

Ministro, nostri Caschi blu pronti, ma serve strumento Ue

di Silvia Lambertucci ROMA

(di Silvia Lambertucci) (ANSA) - ROMA, 06 APR - Dalla Biennale al Maxxi, dal Museo Egizio alla Triennale, venti fondazioni culturali italiane sono pronte ad accogliere artisti ucraini scappati dalla guerra grazie ai 2 milioni messi in campo come primo intervento dal MiC. E intanto si sono attivati i carabinieri del patrimonio culturale, per aiutare i musei e le chiese ucraine a catalogare e mettere in salvo i loro tesori. Mentre i funzionari di Via del Collegio Romano sono a disposizione per aiutare con le loro competenze e i Caschi Blu italiani sono pronti a partire al primo richiamo dell'Unesco.
    Il ministro Franceschini ne è certo, la vicinanza dell'Italia all'Ucraina passa anche dal sostegno all'arte e alla cultura, "elemento fondamentale per l'identità di un Paese". E su questo, sottolinea a Montecitorio, anche pensando alle emergenze di domani, l'Europa deve fare di più, proprio seguendo l'esempio italiano. Con una task force dedicata al patrimonio culturale in ogni paese del Vecchio Continente. Ma soprattutto con un coordinamento in capo alla Ue, "è indispensabile che sia l'Ue che l'Onu si dotino di uno strumento del genere, come ci sono per la tutela delle persone e delle vite, che possa essere gestito a favore di tutta la comunità internazionale. E' fondamentale che non si costringano i singoli Stati ad intervenire da soli", ribadisce più volte il ministro Pd davanti alle commissioni cultura e esteri riunite ad ascoltarlo. In prima linea dal 2016 sul tema del pronto intervento per la cultura offesa da guerre, violazioni, calamità naturali con missioni che hanno lasciato il segno in Messico, Iraq, Albania, Libano, Croazia, l'Italia - ricorda il ministro - ha appena aggiornato e potenziato con un decreto i suoi Caschi Blu, di cui fanno parte esperti del ministero e carabinieri del comando Tutela Patrimonio Culturale (Tpc). "Ora però ci sono le condizioni per ulteriori passi avanti", ripete, la comunità internazionale, si deve organizzare, deve muoversi la Ue.
    Un tema, questo, che Franceschini ha già portato a Strasburgo il 1 aprile quando ha presieduto l'incontro dei ministri della cultura europei. In quell'occasione, lo ricorda anche oggi ai parlamentari italiani, è stata lanciata l'idea di indire un anno della cultura ucraina ed è stata messa nero su bianco una mozione per la salvaguardia del patrimonio in pericolo. Molte buone intenzioni alle quali devono seguire ora fatti concreti. Perché la guerra, denunciava in collegamento con Strasburgo il ministro ucraino Tkachenko, ha già colpito duro danneggiando 12 musei, 59 edifici religiosi, 6 teatri. Per aiutare il ricovero delle opere d'arte in luoghi sicuri, spiega Franceschini, il ministero italiano sta inviando intanto tutto il necessario per l'imballaggio, il trasporto e la messa in sicurezza di dipinti, sculture, icone, oggetti preziosi. E i tecnici della direzione generale per la salvaguardia del patrimonio hanno dato la loro disponibilità ai loro omologhi ucraini per aiutarli sulla base di una esperienza pluridecennale nell'intervento di emergenza sull'arte.
    Alle ricostruzioni si penserà poi. L'Italia si è impegnata per il teatro di Mariupol, altri aiuti potrebbero arrivare.
    Meglio se con la partecipazione di tutti. Cultura e creatività, sostiene il ministro, sono un'arma di resilienza, "una risposta alla guerra". (ANSA).
   

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