Vinitaly: nel tempio di Bacco il fermo dealcolizzato Hofstätter

Produttore altoatesino, è concorrenza alle bevande non al vino

Redazione ANSA ROMA

 - La tendenza del bere dealcolizzato fa capolino anche al Vinitaly e a proporla tra gli stand della 54/ma edzizione del Salone internazionale dei vini e distillati, al via a Veronafiere il 10 aprile, non è un brand delle bibite ma un viticoltore doc, l'altoatesino Martin Foradori Hofstätter.

Dopo Steinbock Alcohol Free Sparkling, Hofstätter, produttore dell'omonima tenuta altoatesina, lancia la versione "ferma" senza alcol con il marchio "Steinbock Selection Dr. Fischer" già presente in Italia anche con una selezione di Riesling della Mosella. Frutto della materia prima coltivata nei rinomati vigneti lungo la Mosella, in Germania, il nuovo prodotto alcol-free parte, come tradizione impone, da un'attenta selezione di uve Riesling in vigna e poi in cantina. Un'innovativa tecnica preserva poi i delicati aromi della materia prima, togliendo l'alcool contenuto. All'interno di un'apparecchiatura viene ridotta la pressione atmosferica (a circa 15 mbar) e con ciò abbassato anche il punto di ebollizione dell'alcol da circa 78° C a circa 25-30° C. Alla fine del processo, si ottiene una bevanda con un contenuto alcolico inferiore a 0,25.

"Le vendite del nostro Steinbock Alcohol Free Sparkling hanno superato ogni aspettativa - afferma Martin Foradori Hofstätter -. Dopo le prime 21.000 bottiglie della scorsa primavera abbiamo aggiunto già a novembre altre tre produzioni delle nostre bollicine analcoliche. Questo ci ha spinto a valutare di introdurre anche un bianco fermo dealcolizzato, per dare anche questa alternativa a chi non può o non vuole bere alcolici".

Un trend che si conferma a livello globale: secondo la ricerca Nielsen, riportata da Wine Spectator, le vendite del "vino senza alcol" sono aumentate del 43% nella prima metà del 2021, diventando così la seconda categoria del comparto enologico in più rapida crescita l'anno scorso

. In Italia, secondo il viticoltore, il tabù è ancora da infrangere, soprattutto lungo la filiera enologica. "A differenza di quanto avviene con "Alkoholfreier Wein" in Germania o con il termine "dealcoholized wine" nel resto del mondo, in Italia, anche se esiste da poco un nuovo regolamento, vige ancora molta incertezza e "tanta libertà di interpretazione" su quanto contenuto nel nuovo regolamento afferma Martin Foradori Hofstätter "Sono molto amareggiato di come viene trattata la tematica "Alcohol free" in Italia: non ci si rende conto che tutti gli altri stati di produzione mondiale ci stanno sorpassando e noi perdiamo tempo in futili discussioni. Il "Vino senza alcool" non fa minimamente concorrenza - conclude - al classico vino, tutt'altro, ma fa concorrenza a tutte le altre bevande analcoliche presenti sul mercato".

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