Giorgetti, su agroalimentare serve una nuova postura dell'Italia

"Nei consessi internazionali dove si decide"

Redazione ANSA ROMA

Per difendere l'agroalimentare italiano dalla contraffazione e da norme sfavorevoli con il Nutriscore "dobbiamo portare una nuova postura dell'Italia nei consessi internazionali dove si decide, soprattutto in Europa, in questa fase dove le decisioni globali hanno ricadute nazionali. Il Mise si sta attrezzando". Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, intervenendo a un convegno alla fiera dell'agroalimentare Cibus a Parma, oggi alla sua ultima giornata.
"La battaglia sul Nutriscore è una cosa - ha proseguito Giorgetti -. Ma poi deve essere fatta una battaglia intelligente sulla sostenibilità ambientale, che per me deve essere responsabile, sennò le decisioni mettono a rischio la possibilità di fare quello che si è sempre fatto. La sostenibilità è un tavolo a tre gambe: oltre a quella ambientale, deve esserci quella economica e quella sociale".
Secondo il ministro "le risposte ai problemi devono essere omogenee a livello globale. L'Europa sulla regolamentazione dell'agroalimentare è molto avanti, altri si fermano ai titoli.
Ma per difendere i nostri imprenditori, io devo chiedere che ci siano pari condizioni per tutti. Dobbiamo avere la forza di richiamare tutti alla responsabilità".

Combattere tutte le contraffazioni
'"Tutto ciò che è italiano nel mondo, alimentare e non, piace, e viene cercato. L'agroalimentare va particolarmente bene. Dobbiamo garantire a chi nel mondo cerca un prodotto italiano, che sia effettivamente tale. Dobbiamo combattere le contraffazioni, più o meno mascherate, e far sì che effettivamente il gusto e la qualità italiane siano premiate dal mercato", ha sottolineato il ministro per lo Sviluppo economico.

Vinta una scommessa per la ripartenza
Eventi come Cibus "servono per la ripartenza e la voglia di fare, di vivere, degli imprenditori e di tutti noi, anche i consumatori. Sono segnali importanti", ha detto Giorgetti.
"Quattro mesi fa, quando si è scelto di fare la fiera, era una sorta di scommessa. Devo dire che alla fine è una scommessa vinta. Noi come autorità politica e di governo dobbiamo solo ringraziare quelli che accettano di fare queste scommesse e permettono al Paese di vincerle", ha aggiunto.

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