Covid: Negrar, pandemia rallenta cure per malattie tropicali

Ospedale confermato Irccs per le patologie infettive

Redazione ANSA ROMA

La riduzione dei programmi di controllo delle malattie infettive e tropicali, a causa della pandemia, rischia di acuire la gravità di queste patologie, provocando non solo un aumento dei casi nel Sud del mondo, ma anche della diffusione del virus SarsCov2 e delle sue varianti anche nei nostri Paesi. A lanciare l'allarme sono gli esperti dell'Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (Verona), in occasione della conferma appena pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale di Irccs (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) per le malattie infettive e tropicali.

"La pandemia sta avendo un impatto devastante sui programmi di lotta alle grandi endemie già scarsamente finanziati, come Hiv, tubercolosi e malaria", sottolinea Zeno Bisoffi, direttore del dipartimento di Malattie Infettive e Tropicali dell'ospedale. Secondo il report del Global Fund nel 2020 sono stati realizzati 104 milioni di test Hiv contro i 144 milioni del 2019. "Per la malaria - prosegue Bisoffi - nel 2019 ci sono stati circa 260 milioni di casi sospetti sottoposti a test diagnostico, contro i 248 milioni del 2020, mentre per la tubercolosi le persone trattate sono scese dai 5,5 milioni pre-pandemia ai 4,5 milioni nel 2020". Le conseguenze sono gravissime, secondo l'esperto, "e a lungo andare si possono riflettere in una minaccia sanitaria anche per i nostri Paesi nella lotta al Covid. Ad esempio i pazienti con Hiv, non più seguiti regolarmente negli ambulatori dedicati, in caso di coinfezione non solo potrebbero far aumentare i casi e far comparire resistenze ai farmaci antiretrovirali, ma anche contribuire alla diffusione del Covid e delle sue varianti".

Concentrarsi su un'unica malattia, avverte Bisoffi, "può rivelarsi catastrofico non solamente per i Paesi endemici per le maggiori malattie infettive e tropicali, ma anche uno spaventoso boomerang per i Paesi ricchi". In questo contesto, l'Ospedale ha appena ottenuto dal Ministero della Salute la conferma di Irccs per le malattie infettive e tropicali, secondo istituto in Italia ad avere il riconoscimento per questa disciplina dopo lo Spallanzani di Roma. "Oltre al Covid, tre sono le linee di ricerca dell'Irccs - aggiunge Pier Carlo Muzzio, Direttore Scientifico - la malaria e le altre infezioni trasmesse dalle zanzare, tra cui Dengue e West Nile, la strongiloidosi e le malattie tropicali neglette". (ANSA).
   

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