Fao e Ordine nazionale dei biologi (Onb), al via partnership

Per agricoltura eco-sostenibile, expertise e formazione

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 28 GIU - Ripristino e cura degli ecosistemi naturali e delle reti ecologiche (network) per una agricoltura ecosostenibile, con approccio agro-bioecologico e difesa delle risorse naturali, partendo dalle disponibilità idriche all'irrigazione. In funzione della produzione di cibo.
    Questi tra gli obiettivi della partnership tra Fao e Ordine nazionale dei biologi (Onb), le cui basi sono state gettate in un recente incontro a Roma, nei locali del centro formazione dell'Onb. Nel meeting è stata concordata la creazione di un'apposita cabina di regia cui toccherà il compito di verificare sul campo le varie possibilità e tracciare le coordinate per il varo di protocolli d'intesa tra Onb e Fao mirata all'inserimento dei Biologi, anche attraverso percorsi di formazione, in progetti in tutto il mondo. Presenti al summit per la Fao, il vice direttore generale, Beth Bechdol, e il vicedirettore generale aggiunto e consigliere speciale, Maurizio Martina, Pd, ex ministro delle Politiche agricole. Per l'Ordine nazionale dei biologi, il presidente Vincenzo D'Anna, e, in rappresentanza del Coordinamento nazionale biologi ambientali (Cnba), Maria Sorrentino, responsabile organizzativo e della comunicazione, e Giuliano Russini, responsabile tecnico. Hanno fatto parte della delegazione della Fao anche Aruna Gujral (Strategy and Planning Officer at Fao), Maria Semedo (vicedirettore generale) e Ariella Glinni (secretary Committe on Agriculture).
    "È stato un incontro molto produttivo - ha commentato Bechdol - in vista dell'obiettivo di procedere verso una produzione agricola sostenibile e a lungo termine, in tutto il mondo, con l'opportunità di coinvolgere nelle strategie della Fao che si sviluppa sul fronte dei progetti ecosostenibili, l'apporto prezioso della scienza e della biologia". Sulla stessa linea l'ex ministro Martina: "Nell'ordine dei biologi ci sono competenze ed esperienze molto forti, ed è giusto dunque fare incontrare questi percorsi per lavorare sempre meglio su un tema che sarà sempre più dominante, convertire cioè il nostro modello di sviluppo verso la massima sostenibilità possibile". A sua volta, il presidente D'Anna ha sottolineato che con questa collaborazione "i biologi si riappropriano ufficialmente del contesto che riguarda la tutela dell'ambiente, sul fronte della salvaguardia delle aree boschive, della lotta alla desertificazione, allo spreco dell'acqua, e soprattutto per l'incentivazione delle tecniche di coltivazione biologica e biodinamica nei paesi in via di sviluppo".
    Tre i livelli di collaborazione: protocolli di intesa, supporto dei biologi a progetti esistenti, borse di studio a neolaureati iscritti all'Onb per la partecipazione a un progetto Fao attivo, o coordinato con l'Onb, in uno dei paesi e dei continenti in cui interviene la Fao, per formare biologi con adeguate expertise.
    Un impegno sempre più importante in un contesto in cui, secondo la mappa elaborata dall'Osservatorio europeo sulla siccità (Edo), e, prima anche uno studio del Cnr, in Abruzzo le aree a rischio sono tra il 30 e il 50 per cento; stesso range di Sardegna, Marche, Emilia Romagna, Umbria, e Campania, mentre in Sicilia si arriva al 70%, in Puglia il 57%, nel Molise il 58%, in Basilicata il 55%. Ad essere presa in considerazione dall'Osservatorio 3 indicatori di siccità: confronto tra le precipitazioni attuali e quelle degli anni passati nello stesso periodo, anomalia di umidità del suolo e impatto della siccità sulla vegetazione. Altre aree giallo arancioni nella mappa dell'Edo, sono Molise, Piemonte, la costa romagnola, territori sparsi di Toscana ed Umbria, e fino in Val d'Aosta e Alto Adige.
    (ANSA).
   

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