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Melanie Laurent, cinema è ancora un mondo misogino

Attrice prepara regia The Nightingale con Elle e Dakota Fanning

Forever Young - Premiere - 75th Cannes Film Festival - Melanie Laurent © EPA
  • dell'inviata Alessandra Magliaro
  • CANNES
  • 23 maggio 2022
  • 20:30

La sua immagine che balla in smoking bianco bellissima sul red carpet con Quentin Tarantino salendo la Montee des Marches per Bastardi senza gloria è una delle cartoline storiche di Cannes. Era il 2009 e quello è stato uno dei ruoli che hanno consacrato a livello internazionale MELANIE LAURENT, l'attrice parigina scoperta da Gerard Depardieu che la fece debuttare giovanissima in Un pont entre deux rives.
    "Il consiglio che mi ha dato Gérard Depardieu quando avevo 14 anni lo uso ancora: Non aver mai paura del ridicolo", racconta Melanie Laurent a Cannes. Giurata al festival nel 2021, l'attrice amata dal nuovo cinema francese, da qualche anno è anche regista e già cinque sono i lungometraggi che ha diretto, l'ultimo dei quali Le bal des folles (Il ballo delle pazze) è stato presentato a Toronto. Ora, dopo uno stop alle riprese per la pandemia, prepara il suo primo film americano prodotto da uno studios: "The Nightingale" con le sorelle Elle e Dakota Fanning, dal romanzo di Kristin Hannah che racconta le vite di due sorelle che vivono in Francia durante la Seconda guerra mondiale.
    "Ho l'impressione di aver utilizzato diversi modi, produzioni o interpretazioni di canzoni, per fare sostanzialmente la stessa cosa: raccontare storie", ha spiegato. "Sto preparando un film d'azione come regista e non sempre vengo presa sul serio come donna, siamo molto più crudeli con le donne che fanno molte cose diverse", ha detto sostenendo che "la misoginia è ovunque nell'industria cinematografica. Resta da vedere cosa fare oggi per affrontarla".
    I tempi ovviamente sono cambiati con il tempo "abbiamo sofferto cose folli. Durante l'età d'oro di Hollywood, le attrici dovevano dormire con il produttore o il regista per lavorare. Ma oggi è comunque complicato, essere considerate. Sento ancora storie di molestie insensate che accadono sul set. Ma in realtà sono sempre esistite. È solo che prima come attrici non ne parlavamo", ha detto nel talk Women in action.
    E allo stesso tempo, ha spiegato, devi essere dura, alzare un muro per essere alla pari "Ho quasi pianto durante una ripresa americana e mi è stato detto che è stato un grosso errore, 'non dovresti mai essere debole'. Ma perché come donna dovresti nascondere le tue debolezze tutto il tempo?".
    Su Melanie Laurent c'è un po' una etichetta femminista, "non faccio film femministi apposta, è solo che mi piace filmare le donne. E credo che una donna che filma il corpo di una donna non lo farà mai come un uomo".
    Le sue due eroine cinematografiche sono Catherine Deneuve in La favolosa storia di pelle d'asino di Jacques Demy e Beatrix Kiddo in Kill Bill.
    Infine la sorellanza, un termine molto in uso in questo periodo anche nel mondo del cinema che si è come compattato in compagini femminili. "La sorellanza esiste, così come il fatto che le donne a volte sono crudeli l'una con l'altra. Abbiamo entrambe le cose, è nella natura". 
   

  • dell'inviata Alessandra Magliaro
  • CANNES
  • 23 maggio 2022
  • 20:30

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