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Spagna, arriva la Legge sul Clima

Al 2030 emissioni -23%, Fer elettriche 74%, efficienza 39,5%. Blocco immediato delle nuove licenze upstream, dal 2040 stop alla vendita di veicoli a combustione (articolo di Quotidiano Energia)

Quotidiano Energia - Riduzione delle emissioni di appena il 23% rispetto al 1990, ma rinnovabili al 42% dei consumi finali ed efficienza al 39,5%. Sono i principali obiettivi della Legge sul Clima della Spagna, approvata in via definitiva da “Las Cortes” dopo quasi un anno di dibattito parlamentare grazie al voto favorevole dei socialisti del Psoe e di Podemos e all’astensione dei popolari.


La Legge (in allegato sul sito di Quotidiano Energia) il testo approvato dal Parlamento) è stata criticata dagli ambientalisti a causa dell’obiettivo del 23% giudicato troppo debole. Il Governo ha però ricordato che la Spagna parte da una posizione di netto svantaggio rispetto agli altri grandi Paesi europei, avendo registrato una forte crescita delle emissioni tra il 1990 e il 2007 che la riduzione dell’ultimo decennio è riuscita a compensare solo in piccola parte (al momento le emissioni sono pari a quelle della fine degli anni ’90). In ogni caso, ha assicurato la ministra della Transizione, Teresa Ribera, la Legge sarà rivista nel 2023 e se del caso potenziata.

Sono invece più ambiziosi gli altri obiettivi contenuti nel provvedimento, a cominciare da quello per le rinnovabili che per il settore elettrico equivale al 74% del mix a fine decennio. Settore elettrico che, come sancito dalla Legge, entro 12 mesi sarà profondamente riformato sulla base della strategia approvata alla fine dell’anno scorso da Madrid.

Basata sul Pniec e sulla Strategia climatica di lungo-termine, la Legge prevede poi lo stop alla vendita di veicoli a combustione nel 2040 e il ritiro dalla circolazione di questo tipo di mezzi entro il 2050. Inoltre, con effetto immediato sarà interrotto il rilascio di nuove concessioni per l’estrazione di idrocarburi e di carbone, anche se per il completo arresto di tali attività bisognerà attendere il 31 dicembre 2042.

Secondo il Governo, la Legge mobiliterà di qui al 2030 investimenti per 200 miliardi di euro, accrescendo il Pil di una cifra compresa tra 16,5 e 25,7 mld € all’anno e creando da 250.000 a 350.000 nuovi posti di lavoro a fine periodo.

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