Giornata delle tartarughe marine, ogni anno 25mila nelle reti

Ogni anno 25.000 rimangono nelle reti a strascico

Redazione ANSA

Bilancio in chiaro scuro per l'Italia nella giornata mondiale delle tartarughe marine. Negli ultimi cinque anni (2016-2021) è stato registrato un aumento nel numero dei nidi, con oltre 5.000 piccoli nati sui lidi italiani. Ma rimane alto anche il fenomeno delle tartarughe marine catturate dalle reti a stascico: 25.000 ogni anno in Italia. L'80% delle Caretta Caretta nel mediterraneo ha poi ingerito plastica I dati sono del report "Italia Penisola delle tartarughe" realizzato dal Wwf in occasione della World Sea Turtle Day. Il Mediterraneo ospita tre specie di tartaruga marina: la tartaruga comune (Caretta caretta), la tartaruga verde (Chelonia mydas) e, sebbene più rara, la tartaruga liuto (Dermochelys coriacea). Queste nidificano soprattutto sulle coste orientali del bacino, mentre la tartaruga comune Caretta caretta è l'unica che nidifica regolarmente lungo le coste italiane (soprattutto nelle regioni meridionali).

"Negli ultimi cinque anni (2016-2021) - spiega il Wwf - è stato registrato un aumento nel numero dei nidi che, tuttavia, rappresentano solo alcune decine di unità dei circa 8 mila dell'intero Mediterraneo". Gli ultimi dati sono del 2020: gli operatori e volontari del WWF Italia sono intervenuti su 108 nidi da cui sono emersi più di 5.000 piccoli che hanno raggiunto il mare. La maggior parte dei nidi sono stati identificati in Sicilia, ben 81, seguita dalla Calabria con 26 e dalla Basilicata con 1 nido. Il risultato è da considerarsi particolarmente significativo se si pensa che nel 2019 i nidi ritrovati erano stati 46 mentre erano solo 26 nel 2018. Il Mediterraneo è zona chiave per le tartarughe e hotspot di biodiversità, ma - segnala il wwf - anche di minacce che arrivano dalle attività umane.

È il mare che si sta scaldando più velocemente ed è "invaso" dai rifiuti: ogni anno, 570 mila tonnellate di plastica finiscono in mare. Questi due fattori, insieme alle attività da pesca intensiva e all'impatto con i natanti, agiscono su tutte le fasi del ciclo vitale delle specie di tartarughe marine, che nella lista Rossa della IUCN, compaiono come a rischio di estinzione (tranne la tartaruga a dorso piatto, Natator depressus, ancora classificata come Carente di Dati). I dati sono drammatici: nel Mediterraneo oltre 150.000 tartarughe ogni anno vengono catturate accidentalmente da ami da pesca, lenze e reti e oltre 40.000 muoiono. Solo in Italia, ogni anno 25.000 tartarughe marine vengono catturate da reti a strascico. Wwf ha avviato una serie di azioni: dall'attività di monitoraggio alla tutela dei nidi, al recupero e riabilitazione di tartarughe.

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