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Sanità: a Napoli un cortometraggio su cura melanoma

Ascierto,con immunoterapia metà dei pazienti cronicizza malattia

(ANSA) - NAPOLI, 15 DIC - Gabriele Murgolo aveva 17 anni quando un anno fa il melanoma se lo è portato via. Per strapparlo alla morte non sono servite le terapie più innovative. Gabriele appartiene a quel 50 per cento di pazienti che per la scienza rappresenta ancora un fallimento.
    L'immunoterapia salva un paziente su due. Un risultato eccezionale se si considera che fino a 10 anni fa i pazienti affetti da melanoma metastatico erano condannati a morire tutti.
    Nasce da questa storia, rende noto l'Istituto Pascale di Napoli, il cortometraggio "Amici per la pelle", presentato questa mattina al cine teatro Posillipo, a Napoli.
    Un'operazione che parte da un'idea dell'oncologo di fama internazionale Paolo Ascierto e da un suo assunto: "La sopravvivenza di un paziente su due non può bastarci. La morte di Gabriele a 17 anni, e quella di tutti gli altri pazienti che non ce la fanno, resta una morte ingiusta e, pertanto, inaccettabile". Un'operazione subito abbracciata dal duo di attori Gigi e Ross, al secolo Luigi Esposito e Rosario Morra, condivisa dal direttore generale del Pascale, Attilio Bianchi, dalla Fondazione Melanoma, di cui Ascierto è presidente, realizzata dal direttore artistico Romano Montesarchio, dalla produzione Bronx Film, dalla regista Angela Bevilacqua e grazie al contributo non condizionato di Bristol Myers Squibb.
    I casi di melanoma, in Italia sono passati da 12.300 nel 2019 a quasi 14.900 nel 2020, con un incremento del 20 per cento.
    Nessun'altra neoplasia ha fatto registrare un aumento così elevato in 12 mesi.
    "Prima dell'immunoterapia, la speranza di vita dei pazienti con melanoma metastico era di circa 6 mesi e meno del 10 per cento era vivo a 5 anni - spiega Paolo Ascierto, direttore del dipartimento di Melanoma Immunoterapia e Terapie Innovative dell'Istituto dei tumori di Napoli -. Grazie alla ricerca, oggi si può dire che il melanoma si sia trasformato in una malattia cronica che si può tenere sotto controllo ma solo per il cinquanta per cento. Le nuove terapie e le combinazioni di farmaci in sperimentazione fanno sperare di poter offrire soluzioni curative a un numero sempre maggiore di malati.
    L'attenzione della ricerca adesso deve essere rivolta all'altro cinquanta per cento che purtroppo non ha ancora i benefici sperati dalle terapie disponibili. La sfida immediata è aumentata l'efficacia dei trattamenti per superare la resistenza all'immuno-oncologia, che impedisce a circa la metà dei pazienti di beneficiarne".
    "La fiducia nella terapia e nei progressi quotidiani della ricerca rappresenta il modo migliore per combattere la paura e incrementare la coscienza della prevenzione. Prevenzione, ricerca e terapie innovative sono i drivers entro cui si muovono le strategie messe in atto dal Pascale. Voglio esprimere la mia profonda gratitudine per la partecipazione a questa nostra campagna di sensibilizzazione agli attori, al regista, al produttore", sottolinea il direttore generale del Pascale, Attilio Bianchi. (ANSA).
   

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