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Giustizia: Penalisti Napoli, i "nostri" cinque punti dolenti

Dito puntato anche su restrizioni, carenze e disastro carceri

(ANSA) - NAPOLI, 21 GEN - Si concentra su cinque punti dolenti la relazione dei penalisti napoletani per l'inaugurazione dell'Anno Giudiziario 2022 che si terrà on-line domani a causa della pandemia. Nel documento, che verrà letto dal presidente della Camere Penali Marco Campora, si punta il dito contro l'organizzazione delle udienze, la loro celebrazione a porte chiuse, le difficoltà in cui versa la Corte di Appello, per la carenza dei giudici, la continua modifica dei collegi giudicanti e, infine, si evidenziano le disastrose condizioni in cui versano le carceri e i Tribunali di Sorveglianza.
    "L'organizzazione delle udienze attraverso la previsione di stringenti fasce orarie, accorgimento semplice che più di ogni altro ha l'efficacia di prevenire la diffusione del contagio all'interno delle aule di giustizia", sottolinea il presidente Campora, continua a essere applicata solo "a macchia di leopardo". Non solo. Spesso, si fissano tutti i procedimenti al medesimo orario causando " la simultanea presenza in aula di decine e decine di soggetti, con seri rischi per la salute di tutti".
    I penalisti chiedono, appena possibile, che venga "posta fine alla celebrazione delle udienze a porte chiuse senza la presenza del pubblico", perché, "un processo segreto rischia di degradare a mero simulacro che produce sentenze prive di ogni forma di controllo democratico e quindi di sufficiente legittimazione".
    Il tema dell'esiguità dei giudici di secondo grado, affrontato peraltro ieri, dal presidente della Corte di Appello di Napoli Giuseppe de Carolis di Prossedi, sta determinando la prassi "di prevedere delle assegnazioni temporanee, della durata di pochi mesi, di giudici che esercitano altre funzioni. Il risultato è che, - evidenzia il presidente Campora - salvo che per i procedimenti suscettibili di essere definiti in un'unica udienza, si assiste sovente ad un tourbillon di giudici che, di fatto, si limitano a partecipare passivamente solo ad alcune udienze in quanto non parteciperanno alla deliberazione finale".
    Dopo l'auspicio che i Tribunali "si dotino quanto prima di un'adeguata organizzazione che consenta di relegare ad evenienza del tutto eccezionale la modifica in corso di processo dell'organo giudicante", l'avvocato Campora affronta il delicato tema delle carceri, che versano, "in condizioni disastrose", istituti che sono ormai "una discarica di rifiuti tossici ed un luogo di per sé inidoneo a consentire qualsiasi possibilità di risocializzazione ". La Giunta della Camera penale ritiene che almeno negli ambiti della Corte di Appello di Napoli, "il Tribunale di Sorveglianza non sia - ed al netto dell'impegno e della dedizione pur esistenti - esente da colpe". I penalisti chiedono, ormai da tempo, decisioni più celeri alle loro istanze e "una maggiore presenza, peraltro prevista dalla legge, dei magistrati all'interno delle carceri per verificare costantemente il rispetto della dignità della persona" e "per evitare - conclude il presidente dei Penalisti di Napoli - che possano esplodere quelle situazioni di conflittualità che hanno portato alle rivolte nei penitenziari ed alle conseguenti e spesso brutali repressioni". (ANSA).
   

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