De Pedys, 'i valori bussola della formazione italiana nel mondo'

'Emerge un panorama incoraggiante del nostro sistema'

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 17 NOV - "Dalle relazioni ascoltate e i documenti, emerge un panorama incoraggiante del sistema della formazione italiana nel mondo, si intravede un sistema articolato, ma coeso e organico". Si tratta di "un organismo sano che ha bisogno di cure per crescere bene, e questo è intento della prima edizione delle Giornate della formazione italiana nel mondo. Fare un punto sullo stato dell'arte, identificare i punti forza e le criticità e trovare nuove strade". Lo ha sottolineato Alessandro De Pedys, direttore centrale per la Promozione della Cultura e della Lingua Italiana della Farnesina, chiudendo la prima parte dell'evento conclusivo delle Giornate della formazione italiana nel mondo.
    Facendo sintesi sulla mattinata, "il primo punto di forza è il diffuso senso di appartenenza di tutti gli attori del sistema, un legame con l'Italia che è notevole. La vastità del sistema è un altro punto di forza, ma che vede anche due criticità: la lontananza geografica e la diversità radicale tra gli attori della rete", ha spiegato il direttore centrale. Sulla prima criticità, "credo che l'esperienza dei tavoli tematici sia stata positiva, e va nella direzione giusta di intensificare dialogo e condivisione". Sulla diversità, "serve un maggiore coordinamento, noi andiamo in questa direzione e c'è la proposta di creare un organismo di consultazione che consenta lo scambio di esperienze e buone prassi".
    Nel dibattito si è poi parlato dell'importanza dell'utilizzo della rete e degli strumenti digitali. "C'é un legame forte tra visibilità e capacita di attrazione, e per fare in modo che questo accada vanno sfruttati gli strumenti digitali, insieme ad altri come il nuovo logo del sistema della formazione italiana nel mondo", che sarà presentato nel pomeriggio.
    In tutto questo lavoro, "credo che la bussola debbano essere i valori alla base della formazione italiana: una società aperta, l'inclusività, la coscienza civile e la sostenibilità, tutti elementi indispensabili perché gli studenti possano diventare cittadini del mondo", ha concluso De Pedys. (ANSA).
   

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