Orlando, valutare aziende per qualità e sicurezza

Serve norma su algoritmo trasparente per lavori atipici

Redazione ANSA ROMA

(di Chiara Munafò) (ANSA) - ROMA, 18 MAG - La qualità del lavoro e la sicurezza come i metri su cui valutare le aziende e le filiere. "Per costruire qualcosa di diverso da quello che abbiamo alle nostre spalle", dice il ministro del lavoro, Andrea Orlando che punta a creare, con il prossimo Sostegni Bis, "un set di strumenti che consenta di affrontare un passaggio delicato, quando l'economia tornerà alla sua dinamica ordinaria". Il ministro interviene all'evento 'Dal buon lavoro al lavoro buono: recovery e imprese responsabili', il quarto degli appuntamenti organizzati dall'ANSA sui temi della sostenibilità, e parla anche di lavori atipici e nella necessità di introdurre una norma che renda trasparente l'uso di algoritmi per questa tipologia di lavoratori.
    Il primo appuntamento è quello del Sostegni Bis. Ci saranno forme di decontribuzione per nuove assunzioni o rientri dalla cig, mirati ai settori più colpiti dalla pandemia, contratti di espansione, che consentano un avvicendamento generazionale, e di solidarietà. C'è in Italia - ha inoltre spiegato Orlando - la necessità di potenziare i centri per l'impiego e colmare un ritardo, per tutelare i diritti dei rider e gli altri lavoratori delle piattaforme, affermando "il diritto di accesso all'algoritmo per capire esattamente come l'algoritmo disciplina e organizza il lavoro e come lo controlla".
    L'evento, trasmesso in streaming su ANSA.it e sui canali social dell'Agenzia, moderato dal direttore Luigi Contu, è stato aperto dal presidente dell'Agenzia, Giulio Anselmi, che ha sottolineato come "per parlare di lavoro sostenibile bisogna parlare di lavoro dignitoso, non si può pensare solo alla produttività ma anche le condizioni in cui questa avviene".
    Tra i nodi affrontati quello del lavoro femminile. E' stato il presidente dell'Inps, Pasquale Tridico, a puntare i riflettori sulle donne. "La più grande risorsa al mondo per crescere in modo sostenibile è il lavoro femminile" ha detto Tridico ricordando che anche l'Economist lo ha definito "la più grande risorsa non ancora sfruttata nell'economia per renderla più equa e sostenibile". Un tema toccato anche dal presidente di Federmanager Stefano Cuzzilla che ha presentato proposte per abbattere il soffitto di cristallo che fa sì che solo il 18% dei dirigenti sono donne. Serve "un'equiparazione degli stipendi alla stessa posizione", ha detto.
    La consistenza dei numeri è quella portata dall'Istat. Dal presidente Gian Carlo Blangiardo è arrivata la descrizione di un Paese che, con la pandemia, "ha vissuto una terza guerra mondiale, in termini di conseguenze sulla sopravvivenza. Non ci sono le case distrutte, ma i decessi sono lo stesso numero", 746mila nel 2020. Inoltre con l'emergenza Covid è aumentato la povertà anche tra chi ha un lavoro ed è crollata la natalità. Al punto che "ci servirà forza lavoro", secondo Blangiardo, convinto che "non diamo sufficientemente attenzione a quella che è una perdita di capitale umano, i giovani molto formati che poi vanno a lavorare in altri paesi" e che "sia estremamente importante la valorizzazione del capitale umano che già esiste, soprattutto nella componente più anziana" che deve poter restare sul mercato del lavoro.
    Il presidente dell'Asvis, Alleanza per lo sviluppo sostenibile, Pierluigi Stefanini ha indicato un modello da "favorire e aiutare" nei workers buyout. "In alcuni casi - ha raccontato Stefanini - i lavoratori di imprese in crisi hanno deciso di affrontare la crisi e portare avanti loro l'attività delle imprese. Si sono trasformati in cooperative e questi lavoratori consentono di svolgere un ruolo importante economico e sociale".
    Dal direttore People e Organization di Enel, Guido Stratta, autore del saggio 'Ri-evoluzione. Il potere della leadership gentile', è arrivato quindi il consiglio di "non essere cinici e pensare che ognuno di noi possa costruire verso gli altri un metro in più che potenzia tutto il sistema". "Abbiamo bisogno di una ripartenza insieme perché, se no, avremo conflitto sociale.
    La crisi è grossa - ha concluso Stratta - e insieme possiamo risolverla" . (ANSA).
   

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