Clima: 67 sensori nel Tirreno per misurarne 'la febbre'

Enea partner, rilevata anche 'la sofferenza' di alghe sommerse

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 07 APR - Una rete di 67 sensori-termometro posizionati dai 5 ai 60 metri di profondità per controllare la temperatura del mar Tirreno e monitorare l'impatto del cambiamento climatico sull'ecosistema marino e sui processi di dinamica costiera. È quanto realizzato nell'ambito del progetto "MedFever" che riunisce Enea come partner scientifico, l'associazione MedSharks in veste di coordinatore, l'azienda Lush e un gruppo di subacquei volontari.
    I risultati del primo anno sono stati presentati in vista della "Giornata nazionale del mare" che si celebra ogni anno l'11 aprile. A nemmeno un anno di distanza dalla posa dei primi termometri, "i profili delle temperature sono già stati pubblicati sulla piattaforma open source SeaNoe - fa sapere l'Enea - I dati e le osservazioni raccolte dai subacquei di MedFever consentiranno ai ricercatori di comprendere meglio i meccanismi alla base della sofferenza degli ecosistemi sommersi - in particolare di gorgonie, alghe coralline e madrepore arancioni - legata al surriscaldamento delle acque e alle onde di calore in mare, un fenomeno che gli scenari climatici indicano come sempre più frequente in futuro e che può influenzare in modo determinante gli ecosistemi costieri".
    A livello operativo, i sensori, delle dimensioni di una scatola di fiammiferi, sono stati calibrati dai tecnici dell'Enea per raggiungere la precisione di 0,1gradi centigradi e misurano la temperatura del mare ogni 15 minuti. A posizionarli in 18 punti strategici presso l'Isola del Giglio (Toscana), il Golfo di Napoli, Capri e Palinuro (Campania), lo Stretto di Messina, Palermo e San Vito lo Capo (Calabria e Sicilia), il Golfo di Cagliari, Capo Figari, Santa Teresa di Gallura e Isola Mortoriotto (Sardegna), Nettuno e Ponza (Lazio) sono stati subacquei volontari di diversi centri immersione.
    Grazie al contributo di Lush, che ha rinnovato il sostegno anche per il 2022, la rete MedFever continuerà a crescere anche grazie ai gruppi subacquei della Guardia Costiera che nelle prossime settimane installeranno altre cinque stazioni. La rete di monitoraggio 'volontario' nasce da MedSharks, associazione dedita allo studio e conservazione dell'ambiente mediterraneo, che da sette anni misura costantemente la temperatura in un'oasi sottomarina nel golfo di Napoli. (ANSA).
   

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