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Orlando a Fnec, Rdc strumento contro povertà

Ultimo giorno evento Firenze. Panel su futuro Europa dopo Covid

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“Sul reddito di cittadinanza siamo d’accordo che non è politica attiva del lavoro, bensì uno strumento di contrasto alla povertà. Quanto alle politiche attive va ricordato che nel Pnrr sono previsti 5 miliardi”. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, oggi a Firenze per intervenire all'ultima giornata del Festival nazionale dell’Economia civile, nel panel ‘Il futuro dell’Europa dopo pandemia e guerra’.

    Parlando poi del Terzo settore, Orlando ha detto che “dobbiamo valorizzare quella leva. Nonostante la pandemia - ha aggiunto - questo percorso ha avuto dei passaggi importanti perché non ci siamo nascosti dietro l’eccezionalità della situazione. Nel corso di questi mesi è stato dato compimento alla riforma del terzo settore. Considero anche il tema della co-progettazione e co-programmazione una questione fondamentale: ecco perché il mio ultimo atto da ministro sarà la costituzione, con decreto ministeriale, di un osservatorio sulla coprogettazione e co-programmazione”. Tra gli altri partecipanti al panel anche Augusto Dell’Erba, presidente di Federcasse, Maurizio Gardini, presidente Confcooperative e Maria Teresa Bellucci, capogruppo commissione Affari sociali della Camera dei deputati. Bellucci si è detta favorevole al reddito di cittadinanza “come mezzo di aiuto per i fragili che va rinforzato. Va invece sostituito come strumento di politica attiva del lavoro dove ha completamente fallito”. Gardini è invece tornato sul tema del Terzo Settore chiedendo di completare le riforma sul lato fiscale. “E’ un percorso difficile - ha detto - che va però ultimato: mettiamo insieme quello che abbiamo costruito. Al tempo stesso dobbiamo riuscire a cambiare la macchina pubblica con un nuovo progetto culturale che abbia al centro co-progettazione e co-programmazione, come elementi virtuosi che danno il senso più compiuto della sussidiarietà e dell’integrazione tra il pubblico e il  privato sociale”. Dell’Erba ha infine lanciato una proposta di modifica della normazione bancaria italiana. “Come Federcasse riteniamo che sia arrivato il tempo di cambiare le regole - ha detto .- Le banche in questi anni di crisi si sono irrobustite e hanno fatto pulizia di bilanci. Ora servono strumenti per far fronte alle nuovi situazioni di crisi indotte da inflazione e guerra in Ucraina”.

In collaborazione con:
Festival Economia Civile

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