Cultura inclusiva-coaching rosa per ridurre gender gap

Araldi (Marsh), serve ecosistema che favorisca carriera donne

Redazione ANSA ROMA

Roma - Favorire una cultura inclusiva, priva di stereotipi e con un Welfare veramente attento ai bisogni delle donne, misurare il fenomeno in azienda, puntare sull'accesso delle donne alle nuove professioni e valorizzare le capacità di quante già lavorano, attraverso programmi di aggiornamento e di coaching. Sono alcune delle azioni che le aziende possono intraprendere per ridurre il gender gap, secondo quanto emerge dal webinar 'Prospettive internazionali sul Global Gender Gap" di Marsh Mclennan, gruppo leader nell'offerta di servizi professionali nelle aree di rischio, strategia e persone.
    Lo spunto dell'evento è la pubblicazione dell'ultimo Gender Gap Report del World Economic Forum sulla situazione globale delle disparità di genere da cui si evidenzia come nel 2021 risulti ancora un divario di genere medio del 32.3% e la stima degli anni per colmare il gap a livello mondiale sale a 135 dai 99 anni dell'edizione precedente. L'Italia è al 63esimo posto.
    L'Europa occidentale ci metterà 52 anni a chiudere il gap.
    La dimensione economica è l'unica di quelle toccate dal Rapporto, su cui le aziende possono incidere e qui restano diffuse le disparità su: pay and income gap, partecipazione delle donne al mondo del lavoro, percentuali di donne in posizioni di leadership.
    "Aziende e istituzioni possono e devono fare di più per risolvere il problema del gender gap nel nostro Paese - spiega Marco Araldi, Country Corporate Officer, Marsh McLennan e Co-CEO Marsh Italia - l'appuntamento di oggi rappresenta sicuramente un passo avanti e un'opportunità preziosa per condividere le iniziative e le best practice per raggiungere questo obiettivo.
    Ma c'è ancora molto da fare. Marsh McLennan pone infatti grande attenzione al tema del gender gap e più in generale alla tutela di tutte le diversità e anche in Italia abbiamo intrapreso delle azioni per promuovere una maggiore consapevolezza, a partire dal calendario di eventi digitali dedicati all'approfondimento di diverse tematiche relative al mondo della diversity che ci accompagneranno per tutto il 2021".
    Impegno per la parità di salario, sistemi di misurazione del gender gap e programmi di coaching a sostegno della carriera femminile in azienda sono tra le azioni intraprese dal gruppo MCC, che a livello complessivo conta su una presenza femminile del 53,9%.
    Quest'anno, afferma Paola Mascaro, presidente di Valore D, Chair di G20 Empower, "l'Italia ha la Presidenza del G20, una grande opportunità per far sì che il tema dell'eguaglianza di genere, diventi una priorità e venga affrontato con misure concrete che accelerino il cambiamento e la transizione verso una maggiore inclusione e valorizzazione dei talenti femminili nel mondo".
    Il cambiamento, afferma Paola Mascaro, Valore D, si fa con "un'alleanza tra imprese, istituzioni e scuola e università: se non c'è una convergenza di questi tre stakeholder, noi non lo risolviamo questo problema".
    Per superare il divario di genere, le aziende possono fare molto: misurare il fenomeno all'interno delle aziende ponendosi degli obiettivi concreti, percorsi di carriera trasversali per le donne, sempre meno specializzanti, con formazione versatile e flessibile, spingere le istituzioni ad adottare misure per favorire l'occupazione femminile, incoraggiare l'educazione finanziaria delle donne e favorire la nascita di imprese femminili.
    Il Pnrr è un'opportunità e può esser una spinta per cambiare il passo sul divario di genere e nell'anno in cui l'Italia guida il G20 è necessario ripartire dai dati per strutturare proposte efficaci per la riduzione del gender gap. 
   

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