MUSEO CIVICO D'ARTE

Pordenone - Architettura

Nel 1949 Lucio Ernesto Ricchieri dona il proprio palazzo alla città di Pordenone, per trasformarlo in un centro culturale. Dopo i restauri, resi necessari dal cattivo stato di conservazione dell'edificio, nel 1972 viene inaugurato il Museo d'arte, depositario di molte opere destinate a crescere grazie alle donazioni di collezionisti o degli artisti stessi. Dopo esser stato chiuso alcuni anni per lavori di sistemazione, nel 1996, palazzo Ricchieri viene riaperto al pubblico in una nuova veste, con un rinnovato allestimento delle sale espositive, che ospitano le opere d'arte più significative del Museo: dipinti su tavola o su tela, disegni, affreschi, sculture lignee, mobili, oggetti di oreficeria e di ceramica, realizzati dal medioevo fino ai giorni nostri.
Sulla pubblica via si apre l'ampio ingresso, il portico, in cui si entrava con le carrozze, che portava anche al cortile interno al palazzo, dove si trovavano le stalle, i locali di servizio, i magazzini. Un'ampia scala in pietra conduce ai due piani superiori, dove viveva la famiglia. Ad ogni piano si trova un'ampia sala, con le finestre sulla strada e sul cortile interno, utilizzata come sala d'onore e di rappresentanza in cui ricevere gli ospiti, e le stanze laterali più piccole, usate in modo privato dalla famiglia. Salendo lo scalone si può vedere, dipinto sul muro, il grande stemma dei Ricchieri, diviso in quattro parti con due aquile d'argento e due ghirlande fiorite su fondo rosso. I ritratti sottostanti rappresentano alcuni dei personaggi più importanti della famiglia, che furono condottieri, politici, mercanti, uomini di chiesa.
 



CORSO VITTORIO EMANUELE II, 51, Pordenone

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