Stop rifiuti fuori valle, approvata risoluzione

Assemblea prende atto petizione su discarica Pompiod

Dopo un lungo dibattito sulla discarica di Pompiod, durato oltre sei ore, il Consiglio regionale della Valle d'Aosta ha approvato una risoluzione che "impegna l'Assemblea ad approvare celermente le opportune modifiche legislative al fine di poter porre vincoli all'accettazione di rifiuti speciali provenienti da altre regioni, con lo scopo di disincentivare la realizzazione e l'utilizzo di discariche per il conferimento di rifiuti speciali, soggetti a caratterizzazione".
    Inoltre, "ad approvare una norma regionale di revisione in aumento del tributo speciale per lo smaltimento in discarica dei rifiuti speciali non pericolosi provenienti da fuori Valle; a dare avvio al processo di revisione del documento di pianificazione riguardante la gestione dei rifiuti speciali; a rafforzare il ruolo tecnico-scientifico di Arpa Valle d'Aosta in materia di rifiuti". Il testo - che ha ricevuto 18 voti a favore, uno contrario e 15 astensioni, è stato presentato dalla maggioranza. Il Consiglio Valle ha anche preso atto della petizione popolare volta a conoscere la provenienza e la tipologia dei rifiuti smaltiti nella discarica di Pompiod.
    Sono state, invece, respinte altre due risoluzioni sottoscritte dai gruppi di minoranza: la prima volta a sospendere la validità dell'autorizzazione per la discarica di Chalamy; la seconda che chiedeva di valutare la possibilità di revocare le autorizzazioni in corso, di prevedere già nella prossima Finanziaria di limitare il conferimento in Valle di rifiuti provenienti da altre regioni, di revocare i provvedimenti dirigenziali autorizzativi che hanno sostituito le delibere di Giunta.

"A fronte delle comprensibili preoccupazioni dei cittadini, la Giunta e il Consiglio devono porre la massima attenzione, approfondendo tutti gli aspetti e arrivando a riconsiderare il proseguimento dell'attività di questo tipo di discariche sul nostro territorio regionale" ha detto Alessandro Nogara (Uvp), presidente della terza commissione, in apertura del dibattito.
Luciano Mossa (M5S) ha evidenziato "le responsabilità sulla gestione della discarica all'Assessore Chatrian", chiedendo che "siano rese pubbliche la provenienza e la tipologia dei rifiuti smaltiti nella discarica, non si può più negare questo diritto, visto che ci avete avvelenato almeno fateci sapere che tipo di veleno avete usato". Per Giovanni Barocco "la salute è patrimonio di tutti e in quest'Aula tutti la vogliamo tutelare, credo che in questi processi amministrativi ci sia una falla, che i Comitati hanno messo in evidenza: le amministrazioni comunali, le associazioni, i cittadini vengono coinvolti a babbo morto, cioè quando le cose sono ormai decise. Perché, allora, non studiamo uno strumento di partecipazione simile al débat public?".
"Non possiamo - ha detto Diego Lucianaz (Lega VdA) - non raccogliere il disagio dei cittadini. Anche l'assenza degli amministratori ai tanti incontri sul territorio è grave. L'aria che si respira fuori da quest'Aula è un'altra: i valdostani non capiscono perché non riusciamo a dare risposte. La politica può o non può fare qualcosa? Dobbiamo ascoltare i cittadini, che sono esasperati dalla nostra incapacità o impossibilità di agire: stiamo facendo una pessima figura come organo istituzionale". Daria Pulz (Adu) ha aggiunto: «La Valle d'Aosta sta diventando la pattumiera del Nord Ovest d'Italia e questo dipende da scelte politiche: i rifiuti sono stati voluti per favorire qualcuno e non certo nell'interesse della comunità valdostana. Ci solleva che, per fortuna, tra i valdostani stia nascendo una nuova sensibilità ambientale". Roberto Cognetta (Mouv') ha posto una domanda: "Perché prima si è valutato che fosse sufficiente lo spazio delle discariche, e poi si è scelto di autorizzare nuove discariche? Anche se la maggioranza era diversa, l'amministrazione è indipendente dalle persone che la compongono, e deve rispondere a prescindere dalle persone".
"Occorre dichiarare - ha detto Chiara Minelli (Rete civica) - quali sono le intenzioni di questo Consiglio rispetto al tema delle discariche. In questo momento è necessario capire che cosa si vuole fare dal punto di vista politico e cosa si può fare dal punto di vista tecnico, per garantire e tutelare i cittadini e tutti noi. Da quando è aperta la discarica si sono succedute una decina di Giunte regionali: c'è quindi una responsabilità complessiva della politica, che dimostra una debolezza della politica stessa. È il sistema in sé che non funziona, e la sua instabilità non consente di individuare chiaramente le responsabilità". La Presidente del Consiglio, Emily Rini (Pnv-Ac-Fv), ha espresso "preoccupazione per quanto accaduto in questi giorni: attendiamo gli esiti dell'operato della magistratura, verso la quale abbiamo piena fiducia. Come amministratori pubblici abbiamo il diritto e il dovere di chiedere che ci sia la massima trasparenza nella gestione di un argomento come questo. Dobbiamo quindi essere prudenti, senza cavalcare allarmismi e senza andare al di là di quelli che sono i dati oggettivi". Per Pierluigi Marquis (Stella alpina) "è sbagliato minimizzare la questione, ma è altrettanto irresponsabile creare allarmismo nella comunità. È positivo che si siano creati dei Comitati di cittadini per sensibilizzare la politica, ma non credo che questi abbiano bisogno di gruppi politici che vogliono intestarsi l'azione di difesa, pronti a cavalcare l'onda per accaparrarsi qualche like o qualche voto; hanno piuttosto bisogno della politica capace di dare una soluzione alle loro preoccupazioni".
Patrizia Morelli (Av) ha osservato: "Dobbiamo raccogliere le istanze dei cittadini e prenderci la responsabilità di amministrare, interrogandoci sulla bontà e sull'opportunità delle nostre decisioni: queste sono battaglie da affrontare tutti insieme, altrimenti saranno delle piccole vittorie di Pirro. Vogliamo inoltre ribadire qui la nostra fiducia nei confronti dell'ARPA e del Corpo forestale valdostano".
Infine l'assessore all'ambiente, Albert Chatrian, ha specificato: "Issogne è stata autorizzata nel 2014 e Pompiod nel 2016, la politica era già a conoscenza di queste situazioni. Affrontiamo un'emergenza, perché la comunità è preoccupatissima: occorrono soluzioni che possano ridimensionare le preoccupazioni della cittadinanza", Il Presidente della Regione, Antonio Fosson, ha parlato di "Legislatura straordinaria con eventi imprevisti che rendono tutto più difficile: il sequestro di ieri ha dato un'accelerazione ad un problema che avevamo già iniziato ad affrontare in maniera diversa perché c'è una nuova sensibilità ambientale sia tra la gente, sia tra la politica. La nostra salute dipende dallo stato dell'ambiente. Il Governo ha presentato degli emendamenti in Finanziaria e c'è in programma una legge su questo. Vogliamo risolvere questo problema al più presto e in questo senso va la nostra risoluzione in un percorso aperto e condiviso".
   

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